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GIOVANNI VIgreco di Efeso
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Morto Sergio I, dopo un breve periodo di sede vacante, il 30 ottobre del 701 fu consacrato papa il greco Giovanni VI.
Da quattro anni era divenuto imperatore Tiberio Apsimaro, che aveva spodestato Leonzio; anche Apsimaro ce l'aveva con il papa, ma non sono chiare le motivazioni della sua personale ostilità. Fatto sta che spedì a Roma dalla Sicilia l'esarca Teofilatto, certo non con buone intenzioni nei confronti del pontefice. Automaticamente accorsero di nuovo dalle più diverse province italiane milizie più o meno organizzate per proteggere la città ed il papa; in pratica il sentimento di devota soggezione degli abitanti di Roma e dell'Italia in genere all'impero era svanita ed invece era sempre più desta una sorta di sentimento pseudonazionale. Le truppe si accamparono fuori delle mura; in città il popolo tumultuava ed il papa si comportò come il suo predecessore. Fece chiudere le porte e prese sotto la personale protezione l'esarca; quindi pregò le milizie di ritirarsi, ringraziandole del vivo attaccamento alla sua persona, ma rassicurandole che comunque non c'era alcun pericolo. "Il suo comportamento equilibrato mostrò di quanta saggezza e di quanta prudenza egli fosse dotato", osserva il Gregorovius. "I papi in quest'epoca non erano ancora investiti di alcun potere temporale, sebbene esercitassero già sull'Italia un'influenza maggiore di quella esercitata dall'esarca. Essi si protestavano continuamente sudditi dell'imperatore e durante le rivolte agivano con saggezza e ponderazione mostrandosi ligi all'autorità dello Stato; se l'Italia si fosse affrancata troppo presto da Costantinopoli, dove risiedeva allora l'autorità dell'impero romano, ciò sarebbe avvenuto unicamente a vantaggio dei Longobardi, i quali minacciavano allora da vicino la città di Roma." Infatti i Longobardi, pur avendo abbandonato l'arianesimo, e ormai convinti cattolici, stavano invadendo la Campania, sotto la guida del duca Gisulfo di Benevento, distruggendo e saccheggiando. Il papa, un po' con le buone parole, ma molto con pagamenti in denaro, era riuscito a farti evacuare dai territori occupati; ancora una volta il vescovo di Roma si era sostituito a un dux bizantino, trattando la pace, non da uomo d'arme o politico forse, ma con realismo certo, come ormai aveva fatto scuola in questo campo Gregorio Magno. Giovanni VI morì 1'11 gennaio del 705 e fu sepolto in S. Pietro.
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