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BONIFACIO VIRomano
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Nel clima caotico subentrato in Roma alla morte di Formoso la fazione tosco-spoletina
s'impadronì decisamente del potere e del trono pontificio, dando così inizio a quel periodo
ancor più oscuro dei precedenti nella storia del papato, in cui sulla cattedra di Pietro
si avvicendarono una serie di papi che perlopiù avevano ben poco di religioso.
"Lo stato ecclesiastico", come osserva il Gregorovius con effetti stilistici veramente efficaci, "cadde in preda a migliaia di mani rapaci e persino il prestigio spirituale dei papi non fu più che vuota forma priva di effettiva potenza. Tenebre sinistre avvolgono la Roma di allora, rischiarate appena da timidi e incerti barlumi che qua e là si diffondono dalle cronache antiche a illuminare questa epoca oscura; orrendo scenario sullo sfondo del quale si stagliano potenti i baroni, che ora si fanno chiamare consoli e senatori, i papi scellerati e violenti, che escono dalle file di quelli, donne bellissime, feroci e lascive, e larve imperiali che sorgono e lottano per poi scomparire nel nulla. E tutte queste visioni scorrono rapidissime innanzi allo sguardo e le une mettono in fuga le altre incalzandosi in precipitoso tumulto". Alla morte di Formoso fu eletto papa Bonifacio VI, un romano, scomunicato per due volte da Giovanni VIII, quando era suddiacono e sacerdote; regnò comunque solo dieci giorni nell'aprile dell'896, colpito mortalmente da podagra. Fu sepolto in S. Pietro. Il suo pontificato va segnalato in pratica solo perché fu il più breve di tutta la storia dei papi. |