197.
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BENEDETTO XII
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Il conclave per eleggere il successore di Giovanni XXII si riunì ad Avignone dopo dieci giorni, e il 20 dicembre 1334 aveva già finito i suoi lavori; fu eletto il cardinale francese Jacques Fournier che, consacrato 1'8 gennaio del 1335, assunse il nome di Benedetto XII.
Figlio di un mugnaio di Savardin, nella contea di Foix, era stato monaco cistercense, vescovo di Palmiers e poi di Mirepoix, e infine Giovanni XXII lo aveva creato cardinale; fornito di una notevole cultura teologica, era fermo sulla linea ortodossa e avverso ad ogni eresia. Era di carattere ben diverso però dal suo predecessore e, ereditando il sistema finanziario impostato da Giovanni XXII, cercò di cancellare gli abusi finora compiuti. Alieno da idee nepotiste, scrupoloso nel conferimento delle cariche, non avrebbe assunto durante il pontificato alcun parente negli uffici curiali ecclesiastici e laici, limitandosi a nominare un nipote arcivescovo di Arles, ma solo dietro intercessione dei cardinali. Appena eletto, ricevette un'ambasceria dei Romani che lo pregavano di riportare la sede pontificia nella loro città; egli tentò di esaudire la giusta richiesta, ma il collegio cardinalizio, controllato in pieno dal re di Francia, si oppose al ritorno a Roma. Invano Benedetto scrisse direttamente a Filippo VI una lettera piena di accorate implorazioni; dovette rassegnarsi e metter mano alle grandi costruzioni che assicurassero al papato una degna sede in Avignone.
Le trattative per un riavvicinamento del papato a Ludovico il Bavaro furono ostacolate da Filippo VI, che in un'eventuale pace tra papa e imperatore intravedeva la possibilità di un ritorno della sede pontificia a Roma; il sovrano francese anzi giocò d'anticipo e strinse un'alleanza con l'imperatore, mettendo da parte considerazioni di carattere religioso, dal momento che Ludovico, come scomunicato, non avrebbe dovuto avere agli occhi degli altri sovrani cristiani alcun credito. E Benedetto finì per biasimare il comportamento di Filippo, cosa che determinò peraltro l'indignazione dei principi tedeschi che compatti restarono fedeli al Bavaro; dichiararono che lui aveva il diritto di assumere il titolo d'imperatore anche senza l'approvazione del papa.
La massima a lui attribuita, "Il papa deve essere come Melchisedech, che non aveva padre, né madre, né genealogia" dà un'immagine precisa di Benedetto XII, schivo da un potere personale, votato all'esclusivo ripristino dell'autorità della Chiesa. Per quanto impegnato nella costruzione di Avignone, fu l'unico dei papi di questo periodo a interessarsi più premurosamente della sede di Roma, giungendo a stanziare ingenti somme per i nuovi restauri del Laterano e di S. Pietro. Questo suo "amore" alla lontana per la sede apostolica era ricordato in un'iscrizione sottostante un busto eretto dai Romani in suo onore all'entrata principale della basilica Vaticana, trasferito poi nelle grotte sottostanti.
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