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AGAPITO IIRomano |
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Romano di nascita, Agapito II fu consacrato papa il l0 maggio del 946; sotto il suo pontificato, la sede di Roma gradatamente cominciò a riprendere i contatti con paesi stranieri, anche per una serie di mutamenti che si venivano verificando a livello politico in Italia e in Europa.
Era diventato re di Germania Ottone I della casa di Sassonia, il cui prestigio sempre maggiore spingeva la visuale delle proprie possibilità oltre i confini del suo regno; dalla confusa situazione italiana giungevano a lui richiami e appelli ai quali era difficile resistere. Morto Ugo di Provenza e rimasta la corona d'Italia a suo figlio Lotario, questi governava sotto la tutela di Berengario, marchese d'Ivrea, nipote di Berengario I. Dell'improvvisa morte di Lotario nel 950 si sospettò infatti Berengario, tanto più che egli si fece subito incoronare re. La vedova di Lotario, Adelaide, prigioniera di Berengario in un castello sul Garda, ebbe modo di inviare ad Ottone una richiesta di aiuto con relativa offerta di matrimonio. Ottone non perse l'occasione che gli si offriva: scese in Italia nel 951, sconfisse Berengario e cinse la corona di re d'Italia; fastose furono le cerimonie del suo matrimonio con Adelaide. Ma chiaramente la meta finale era la corona imperiale e così, fin dall'autunno di quell'anno, da Pavia Ottone inviò a Roma l'arcivescovo Federico di Magonza e il vescovo Arberto di Coira con l'esplicita richiesta a papa Agapito II dell'unzione e della incoronazione imperiale. Da Roma venne un netto rifiuto; ed è chiaro che fu Alberico a rispondere ai due ambasciatori di Ottone. Il nuovo re d'Italia non poté fare pressione sul papa; nella primavera del 952 dovette tornare in Germania, richiamato da una nuova invasione di Ungari che riuscì a stroncare solo nel 955. Nel frattempo l'Italia rimase in balia di se stessa; a Roma durò ancora il potere di Alberico fino al 954, anno della sua morte. Appena capì che era prossima la sua fine, si portò in San Pietro e davanti all'altare della Confessione fece giurare alla nobiltà e al clero romano che, morto Agapito II, sarebbe stato eletto papa suo figlio Ottaviano. Alberico si rendeva conto che la separazione del potere temporale da quello spirituale non sarebbe durata a lungo; temeva l'intervento di Ottone I che già aveva messo in mostra le sue aspirazioni imperiali. Riponeva ogni estrema speranza nel figlio, affinché almeno il dominio su Roma restasse legato alla sua famiglia. Agapito, di animo mite, ma ricco di dignità religiosa, non era persona capace di intrighi politici nel caso di elezioni pontificie, non osò protestare né frapporre ostacoli ad Ottaviano nel periodo che intercorse tra la morte di Alberico, il 3l agosto del 954, e la sua nel dicembre dell'anno dopo. Fu sepolto in San Giovanni in Laterano.
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