AVIGNONE
Per più di 450 anni
Avignone fu sotto il dominio della Chiesa. Venne chiamata la "Roma Gallica", come si legge
nel medaglione sotto il ritratto di Clemente VI, il papa più importante che visse ad Avignone.
Fu riunita alla Francia nel 1791, e in pochi anni tutti i segni del precedente dominio
andarono distrutti. Per dieci anni la Religione fu bandita e il Governo Rivoluzionario
combatté accanitamente ogni simbolo di fede. Dopo questo periodo prevalse
la consapevolezza
di aver distrutto opere d'arte e e ricordi del passato, ma ormai era rimasto molto poco.
Così, girando per Avignone , bisogna ricordare che i monumenti e i palazzi
che si vedono in generale sono stati fortemente
restaurato a addirittura ricostruiti.
Il Palazzo dei Papi
   
Il Palazzo dei Papi, fu originariamente costruito come fortezza e solo più tardi,
sotto Clemente VI (stemma in facciata) acquistò un aspetto più gradevole.
| Del palazzo dei papi in Avignone uno storico tedesco scrisse: "Fondato
sulla roccia del duomo, con le sue enormi torri massicce e quadrate e le
sue mura colossali di quattro metri di spessore, elevantesi al cielo,
nude, grigiastre, forate irregolarmente da poche finestre a sesto acuto, è
una delle più maestose creazioni architettoniche dei Medio Evo.
La cura principale dei costruttore
fu rivolta alla solidità e alla sicurezza. Strana miscela di fortezza e di
chiostro, di carcere e di palazzo, questo poderoso edificio riflette la
condizione della Santa Sede di quel tempo.
Se si confronta il palazzo dei
papi - la casa più solida e più bella dei mondo - con la vicina
cattedrale, quest'ultima appare piccola e di poco rilievo.
Questo contrasto offre un'immagine
fedele dell'epoca avignonese, che è contrassegnata dal regresso
dell'elemento ecclesiastico e dal prevalere dell'elemento mondano,
bellicoso e principesco."
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Il passo sopra ben esprime la valutazione tradizionalmente negativa formulata
dalla storiografia tedesca e italiana sull'epoca avignonese del papato. Diverso giudizio
è stato espresso dalla storiografia francese, la quale ha soprattutto negato che si possa
parlare dei periodo avignonese come di un periodo di prigionia dei Papato
(la cattività avignonese).
Il periodo avignonese costituisce comunque
una fase di oggettiva debolezza del potere papale che viene direttamente
controllato dalla monarchia francese di Filippo il
Bello e dagli Angioini di Napoli, come dimostrò
il caso dei Templari, ordine religioso-cavalleresco sciolto proprio in
questo periodo. Lontano dai contrasti romani la Curia svilupperà
ordinatamente la propria strutturazione burocratica e
fiscale.
A sinistra: affresco del Palazzo dei Papi.
In un giardino un uomo conversa con un falconiere con un falcone in pugno.
I due personaggi sono riccamente vestiti. Il lusso della Corte
pontificia non aveva nulla da invidiare a quello delle più fastose corti
principesche dell'epoca. |
Il Palazzo in seguito perse tutti i suoi arredamenti e statue e fu usato anche come caserma.
Sono sopravvissuti solo alcuni affreschi che sono stati ridipinti
e testimoniano la gloria dei loro proprietari, come per esempio questo stemma di Pio V.

Il Palazzo de la Monnaie
  
Il Palazzo de la Monnaie fu in origine costruito per Paolo V
Borghese e la facciata è dedicata
al suo stemma. Sebbene parecchio restaurato, è un capolavoro del Barocco Italiano, quasi unico
in Francia. Quasi sicuramente l'aquila dei Borghese riuscì a sopravvivere
in quanto simbolo di Napoleone. La decorazione è parecchio sofisticata
come si arguisce dai dettagli del dragone.
Cercando
in giro
  
A qualche chilometro di distanza, al di là del Rodano, Innocenzo VI costruì
una grande Certosa (Chartreuse du Val de Bénédiction), dove fu sepolto.
Confiscata e venduta, in pochi anni fu distrutta e abbandonata.
Oggi ospita un interessante centro di scritti antichi ed è emozionante visitarla,
perché i restauri sono stati ridotti al minimo. La tomba del Papa è stata trasformata
nella cappella della certosa e uno stemma nuovo di zecca la protegge. Per trovare tracce del
passato che non siano posticce bisogna andare al Mont-de-Piété dove i vecchi registri
ci dicono quale tasso d'interesse imponevano i Papi (qui Clemente
XIII e Clemente XI) sui prestiti.
Contado
di Venaissin
 
Il dominio dei Papi non si esercitava solo su Avignone ma si estendeva sulla campagna
circostante (e questo ancora prima che Avignone fosse acquistata dai Duchi di Provenza)
la quale è sempre stata un'entità distinta nota come il "Comtat Venaissin".
I simboli del Distretto ricordano gli antichi signori (le chiavi sono d'argento e d'oro),
ma a parte questo non si trova nessuna traccia del passato, tranne questo stemma
di Eugenio IV sulle vetrate della Cattedrale di S. Siffron in Carpentras.
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