LE MURA AURELIANE NEL MEDIOEVO
Sopravvivenze medioevali nella cinta muraria

Torre 1 dopo Porta S. Sebastiano
La torre - in cui gli studiosi intravedono cinque fasi costruttive a partire dall'epoca di Aureliano, sebbene non presenti evidenti fase di ristrutturazione risalenti ad età medioevale - conserva sullo stipite destro, per chi esce dalla porta, una testimonianza di un suo coinvolgimento in un evento bellico. Si tratta di un graffito raffigurante l'arcangelo Michele che uccide il drago seguito da un'iscrizione latina:
Anno domini MCCC / XXVI, indictione / XI, mense septem / bris, die penultim / a, in festo sancti Micha / elis, intravit Gens / foresteria in urbe et fuit debella / ta a populo Roma / no, existente Ia / cobo de Pontia / nis Capite regio / nis.
( "L'anno 1327, indizione XI, nel mese di settembre, penultimo giorno, festa di S. Michele, entrò gente straniera in città e fu sconfitta dal popolo romano, essendo Jacopo de' Ponzani capo del rione").
L'iscrizione ricorda dunque lo scontro avvenuto in questo luogo fra i ghibellini romani e l'esercito di Roberto d'Angiò, re di Napoli, che aveva l'intenzione di sottomettere la città. Non si tratta dell'unico episodio avvenuto nei pressi della porta (già nel 1312 Giovanni Savelli si era scontrato con le truppe di Enrico VII) ma è forse quella più significativa per il popolo romano.

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