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S. Agostino
Rione Sant’Eustachio, Piazza di S. Agostino |
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Su via delle Coppelle, che ricalca il tracciato di
un tratto dell’antica via Recta, si affaccia la chiesa di S.
Agostino, che, seppure nelle forme attuali risalga alla fine del sec. XV,
sorge al posto di una precedente chiesa, iniziata nella seconda metà del
XIV secolo.
Dopo S. Maria del Popolo questa è certo la chiesa quattrocentesca di Roma più interessante e ricca di opere d’arte. Storia Nel 1286 il nobile romano Egidio Lufredi cedette agli
Agostiniani Eremitani di S. Maria del Popolo alcune sue case presso
l’antica parrocchia di S. Trifone (che sorgeva all’angolo di via della
Scrofa e via di S. Antonio dei Portoghesi; fu distrutta nel 1736),
affinché potessero edificare una nuova chiesa e un convento.
Il papa Onorio
IV, con bolla emanata il 20 febbraio 1287, concesse ai religiosi
di accettare la donazione, ma, ritenendo inopportuna la costruzione di una
seconda chiesa vicino a S. Trifone, affidò agli Agostiniani quest’ultima,
permettendo loro di fondarvi accanto il convento.
La facciata, a due ordini con timpano triangolare, ricorda quella di S. Maria del Popolo, ed è preceduta da una scalinata. L'interno L'interno è a tre navate con volta a crociera e cinque cappelle per parte. Il transetto destro,
cappella di S. Agostino, possiede una ricca decorazione marmorea.
Sull’altare S. Agostino tra S.
Giovanni Battista e S. Paolo primo eremita, del Guercino. Altar
maggiore su disegno del Bernini, del 1627, con colonne di marino nero,
dove è conservata una preziosa Vergine col Bambino, probabile
opera italiana di stile bizantineggiante del XIV secolo. Il
tabernacolo è intarsiato di pietre rare delle Indie. A sinistra la
cappella di S. Monica, madre di S. Agostino, le cui reliquie sono
conservate nell’urna di marmo verde antico sotto la mensa d’altare; il
sarcofago precedente, sulla sinistra, è opera di Isaia da Pisa. Nella
adiacente cappella Bongiovanni, la pala d’altare, le tele alle pareti e
gli affreschi sono opera di Giovanni Lanfranco. Nel transetto sinistro,
cappella di S. Tommaso di Villanova, ricca sistemazione dovuta a Giovanni
Maria Baratta (1660-1669), con sculture di Melchiorre Cafà ed Ercole
Ferrata.
Infine
la prima cappella sinistra, della Madonna dei Pellegrini, dove all’altar
maggiore è la celeberrima omonima pala del Caravaggio, eseguita nel
1604, uno dei massimi capolavori dell’artista, e che suscitò grande
scandalo per il suo carattere «sconveniente».
Il convento
A destra della chiesa si estende il grande complesso del convento degli
Agostiniani, ricostruito - come detto - a opera del Vanvitelli a
partire dal 1746 su di un precedente convento seicentesco, di cui è
rimasta la parte che affaccia su via dei Pianellari.
La costruzione, che presenta un
bellissimo atrio rettangolare su via della Scrofa, conserva ancora diversi
ambienti settecenteschi al piano nobile. L’edificio è attualmente
sede dell’Avvocatura Generale dello Stato. La parte del convento
che si affaccia su piazza S. Agostino ospita invece la Biblioteca
Angelica, fondata nel 1614 dal vescovo agostiniano Angelo Rocca,
specializzata in letteratura e filologia, il cui salone fu progettato
dal Borromini e poi modificato dal Vanvitelli.
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