S. Gregorio Nazianzeno
Rione Campo Marzio, piazza di Campo Marzio

Tra le centinaia di chiese antiche di Roma probabilmente la palma della "più invisibile" spetterebbe a questa piccola chiesetta nota a pochissimi, che non abbiano a frequentare per qualche motivo gli uffici della camera dei deputati in vicolo Valdina. Tra questo stretto vicolo, dal percorso spezzato e scarsamente illuminato, e l'opposta piazza di Campomarzio, si stende l'ampio edificio dell'ex monastero di S. Maria della Concezione in Campomarzio, ora occupato, come gia detto, dagli uffici dei gruppi parlamentari della camera. Dall'epigrafe murata nel chiostro quattrocentesco a pilastri ottagoni è possibile dedurre che, prima di questo, un altro chiostro medioevale esisteva nella stessa area, di cui ben poco rimane: qualche frammento murario visibile nel muro ovest dell'antica cappella di S. Maria e, all'interno dell'ambiente oggi usato come bar, la chiesa dedicata a S. Gregorio, col suo campanile.

Secondo la tradizione in questa chiesa fu sepolto il corpo di S. Gregorio Nazianzeno condotto a Roma da monache basiliane di Costantinopoli, sfuggite ala persecuzione iconoclasta. (L'11 giugno 1580, sotto il pontificato di Gregorio XIII, il corpo del santo fu traslato con solenne processione dal monastero di Campo Marzio in S. Pietro per essere collocato nella cappella Gregoriana; solo un braccio, rinchiuso in una teca, rimase qui a S. Gregorio).

La chiesetta, inglobata nell'angolo nord-est del vasto chiostro quattrocentesco dal quale si accede, è a pianta longitudinale con abside, una sola navata, coperta con volta a botte e con una sola finestra sopra la porta d'ingresso. La chiesa dovrebbe risalire all'epoca di Leone III (795-816), quando fu eretta un'aula rettangolare, su resti di murature romane di età repubblicana, in parte ancora visibili. Nella seconda metà del sec. XI, alle pareti originarie furono addossati internamente archi su pilastri per sostenere la volta a botte. Su queste murature furono poi eseguite delle decorazioni, di cui alcune ancora in situ.
Nel corso del sec. XII fu poi realizzata la torre campanaria, sul fianco sinistro dell'edificio (in relazione probabilmente con la vicina chiesa di S. Maria in Campomarzio), ammirabile solo dal chiostro; fu messa in comunicazione con la chiesa tramite una porta aperta all'interno del primo arco a sinistra. Alla metà del sec. XII dovrebbe risalire la decorazione absidale: essa consiste in un Cristo tra S. Gregorio Nazianzeno e S. Giovanni Crisostomo, oggi fortemente ridipinta, e in alcuni affreschi conservati sulla parete destra, nello spazio della prima arcata. Il sottarco reca una bella fascia a decorazioni geometriche e vegetali su fondo bianco; nella lunetta, ai lati di una piccola monofora, un Cristo e un'immagine della Vergine riquadrata in bianco, evidentemente allusiva a una icona. Sotto, in un paesaggio, si riconoscono alcune figure di cavalieri che procedono verso destra; purtroppo, la perdita di alcune zone dell'affresco non consente di comprendere il significato della scena.
Importanti restauri della chiesa si ebbero agli inizi del sec. XVIII, nel 1814 e nel 1945-49, quando furono rimossi gli intonaci e le tamponature degli archetti e furono rimesse in luce le decorazioni medioevali coperte dalle scaffalature dell'archivio di stato che la occupavano, insieme a parte del convento, fin dal 1870. Gli affreschi, tra cui una Madonna col Bambino e santi, risalgono al XII secolo.
Dal 1974 al 1989 la Camera dei Deputati, proprietaria del complesso, provvide a far eseguire un consistente restauro. Sul lato destro della chiesa, affacciato sul chiostro cinquecentesco, si trova un ambiente concordemente identificato come l'unica parte superstite di un primitivo Oratorio Mariano (documentato già dal sec. X), ov'era custodita la più antica icona del complesso, poi andata perduta. Sappiamo che aveva tre altari e che su quello maggiore vi era un'immagine della Vergine. Sulla parete destra conserva un frammento di affresco trecentesco raffigurante la Crocifissione.

Nell'ex refettorio del convento, ora Sala del Cenacolo, sull'altro lato del chiostro, un lunettone affrescato a opera di Sebastiano Conca, del XVIII secolo.

Accanto a S. Gregorio Nazianzeno sorge la chiesa di S. Maria della Concezione, anch'essa di origine altomedioevale.