S. Biagio de' Mercato
Rione Campitelli, piazza Venezia

Nel 1920 si decise di demolire tutti gli edifici addossati a sinistra della scalinata al Campidoglio; inizialmente si pensò di conservare la chiesa di S. Rita da Cascia per questioni di ordine prospettico. Si prevedeva l'inserimento di un cavalcavia addossato alla chiesa per permettere la comunicazione gli uffici comunali con i nuovi edifici posti a lato del Vittoriano.


La chiesa nella pianta di Antonio Tempesta (1593)


La chiesa nella pianta di Giovanni Maggi (1625)


Lanciani: confronto tra le piante
di San Biagio e Santa Rita

Nonostante tale pianificazione, nel 1929 furono abbattute tutte le costruzioni situate tra la piazza dell'Aracoeli e il Campidoglio, compresa anche la chiesa (che fu poi ricostruita in piazza Campitelli). La rimozione dell'edificio portò tuttavia alla luce edifici precedenti occultati dalla chiesa stessa, che miracolosamente rimasero indenni ai picconi.
Il più antico riguarda un'insula del II sec. d.C. eccezionale per la sua notevole altezza (quattro piani) ancora conservata. L'edificio romano, la cui base si trova 9 metri sotto l'attuale livello stradale, è composto da un cortile centrale su cui prospettavano delle tabernae; esso si addossa direttamente alla roccia del Campidoglio ove è un muro irregolare in opera reticolata.
Sulle strutture della casa romana, nel Medioevo fu costruita una chiesetta a navata unica a cui si accedeva da una sola porta. Denominata S. Biagio de Mercato, essa fu consacrata in un periodo sicuramente anteriore al 1192, dal momento che essa è citata nel Catalogo di Cencio Camerario (al n° 96 della nostra numerazione).
Nella chiesa compaiono numerose lapidi rimandanti alla famiglia dei Boccabella ( tra cui alcune dell'XI secolo), a cui apparteneva anche la tomba sormontata dall'arcosolio ancora visibile e decorato con la raffigurazione della Pietà tra la Madonna e S. Giovanni Evangelista, del XIV secolo. Si è dunque ipotizzato che la stessa costruzione della chiesa sia da attribuire alla famiglia Boccabella, le cui case sorgevano sull'area del Palazzo Massimo Colonna.
Il toponimo de mercato (o de mercatello) invece rimanda all'antica ubicazione del mercato nella piazza dell'Aracoeli, trasferito qui nel Medioevo dalla sommità del Campidoglio (dove pare fosse tenuto già dagli etruschi).
Nelle demolizioni si rinvennero anche i resti del campaniletto romanico a bifore su colonnine marmoree, del sec. XI, che ancora svetta sulle strutture romane al di sopra delle quali fu direttamente costruito (visibile ancora nella pianta del Tempesta del 1593).
L'edificio era parrocchia dipendente dalla basilica di S. Marco, ma priva dell'esercizio della dottrina che veniva invece svolto in un'altra chiesa che si affacciava sulla piazza, S. Giovanni de Mercatello (oggi comparsa). Nel 1627 la chiesa fu dedicata a S. Rita da Cascia, in occasione della sua beatificazione e poi, sotto Alessandro VII, nel 1655 ceduta al Sodalizio dei Casciani residenti a Roma eretto nel 1658 in Confraternita intitolata alla SS. Spina della Corona di N.S. Gesù Cristo cui fu aggiunto più tardi il nome di S. Rita. Nel 1653 su disegno del Fontana la chiesa fu rifatta a pianta ottagonale allungata per adattarsi alla strada stretta e agli edifici che l'affiancavano.