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Ss. Rufina e Seconda
Rione Trastevere, via di S. Rufina |
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La chiesa sorgerebbe,
secondo un'antica tradizione, sulla casa paterna delle due martiri romane
Rufina e Seconda che l'avrebbero abitata nel III secolo dopo Cristo.
L'anno della trasformazione della casa e del giardino di Asterio, padre
delle martiri, in chiesa ed abitazione per il clero ci è ignoto.
La chiesa è comunque già presente nel Catalogo di Cencio Camerario del 1192 (al n° 176 della nostra numerazione); il Catalogo di Torino invece ci informa che intorno al 1320 essa era officiata da un solo sacerdote (al n° 395 della nostra numerazione). Nel 1611 la chiesa venne affidata da Paolo V Borghese alle religiose radunate intorno a Francesca Montioux, la quale fece costruire l'annesso monastero. Tra il 1716 e il 1722 il monastero fu ulteriormente ampliato: le strutture su cui si innalza il monastero non sono tra loro ortogonali poiché insistono su fondazioni preesistenti costituite da un'insula romana. Nel mese di settembre del 1917 l'edificio passò alle suore di Carità dell'Immacolata Concezione d'Ivrea. Della chiesa incorporata nel monastero è visibile all'esterno solo il portale sormontato da un timpano. La chiesa come si presenta oggi, dopo l'ultimo restauro del 1973-74, poco conserva dell'antica struttura: con la demolizione dell'abside anche la sua planimetria risultata alterata. Della chiesa medioevale rimangono soltanto le otto colonne di spoglio di marmo antico che dividono tre navate della chiesa e il bel campanile romanico. |