La cella era doppia, costituita da due grandi ambienti attaccati tra loro con
le pareti di fondo e aperti con una fila di
quattro colonne tra le ante dei muri perimetrali; una stanza
era dedicata alla dea Roma Aeterna (posta dal lato del Foro), l'altra
(posta dal lato del Colosseo) era dedicata a Venus Felix.
Il loro orientamento si ricava da monete dell'epoca.
L'interno, coperto da una volta a botte decorata con cassettoni stuccati, era scandito da due file di colonne di porfido addossate (tramite basamento comune) alle pareti dei lati maggiori, arricchite da nicchie per statue inquadrate da colonnine sempre in porfido e sostenute da mensole in marmo bianco; sul lato di fondo si trova un'abside nella quale era situata la statua di culto, preceduta da due colonne di porfido e con il catino decorato con motivo in stucco; il pavimento era di lastre di marmo policrome a formare dei disegni geometrici. La cella meglio conservata č quella dedicata alla dea Roma (quella rivolta verso il Foro) che venne inglobata (Nell'847 d.C. per volere di papa Leone IV) dalla chiesa dedicata ai santi Pietro e Paolo, in seguito rinominata Santa Maria Nova (per distinguerla da Santa Maria Antiqua nel Foro Romano) che fu dedicata nel XV secolo a Santa Francesca Romana.
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