Roma padrona della penisola
(riferimento cronologico: 282 - 270 a.C.)

Dopo la conquista di Reggio, avvenuta nel 270 a.C., Roma completava il suo primo processo di espansione, diventando la vera padrona di tutta la penisola italica; dove per penisola si intendono tutti i territori a sud di un'ipotetica linea che collega Rimini a Pisa e per italica un concetto di Italia ancora abbastanza astratto.

Il concetto di Roma padrona della penisola, non deve far pensare ad un unico Stato sotto il controllo di Roma, ma esprime un significato di un predominio che viene esercitato in varie forme e con modalità profondamente diverse da luogo a luogo.

Il territorio sotto il controllo della Confederazione Romana era all'incirca di 130.000 Kmq, ma solo una piccola porzione di questo, 25.000 Kmq, era considerato a tutti gli effetti territorio della Repubblica romana, e comprendeva parte del territorio del Lazio, dell'Etruria e della Campania.

Le comunità urbane che facevano parte di questo territorio erano chiamate "municipia" ed i cittadini che ne facevano parte diventavano cittadini romani, con una serie di diritti e di doveri.

Alcuni di questi municipi acquisivano il diritto di voto, "cum suffragio", altri no, "sine suffragio".

Un altro metodo di gestione del territorio erano le colonie che venivano create su porzioni di territorio conquistato al nemico alla fine di una guerra vittoriosa. Questo territorio veniva concesso a cittadini romani e alle loro famiglie, ognuna delle quali riceveva un appezzamento di terreno da coltivare. Nella parte centrale di questo territorio venivano create delle cittadelle fortificate, che venivano abitate dai coloni stessi e che funzionavano da veri avamposti del sistema di potere romano.

Molti dei coloni venivano scelti tra soldati veterani ormai congedati i quali, con le loro capacità militari, rappresentavano un monito contro le popolazioni indigene, che avessero maturato desideri di ribellione.

Non esistevano solo colonie romane, ma anche colonie latine, composte da cittadini di popolazioni latine alleate di Roma.

La maggior parte delle popolazioni italiche erano invece considerate degli alleati, "socii". Queste popolazioni erano legate a Roma da trattati da alleanza che differivano l'uno dall'altro relativamente a privilegi ed obblighi, "dividi et impera". In ogni caso erano autonome per la gestione dei loro affari interni, mentre si assoggettavano alla volontà di Roma per ciò che concerneva la politica estera. I "socii" pagavano tributi in denaro o in natura e fornivano contingenti militari in caso di guerra.

Tra i "socii" condizioni particolari erano riservate ai latini,  i quali pur non godendo della cittadinanza romana, avevano il diritto di commerciare e contrarre matrimoni con cittadini romani. Come già detto, ai "socii" latini venne concessa anche la possibilità di creare delle colonie.

Per tornare alle colonie, citiamo le più importanti a partire dal nord della penisola:
Rimini, Sena Gallica, Fermo, Spoleto, Cosa, Narnia, Velino, Castrum Novum, Adria, Alba Fucens, Carsioli, Sora, Fregelle, Interamna, Suessa, Minturne, Sinuessa, Saticula, Benevento, Luceria, Paestum, Venusia, Brindisi.