Dedicato a tutti gli dei, fu iniziato nel 27 a.C. dal console Agrippa e poi rifatto completamente nel 118 d.C..
Il Pantheon è sicuramente, tra tutti i grandi monumenti di Roma, il meglio conservato ed il più impressionante: la sua conservazione si deve alla donazione che nel 608 l’imperatore bizantino Foca ne fece al papa Bonifacio IV, e alla successiva trasformazione in chiesa col nome di S. Maria ad Martyres (16 marzo 609 d.C.). Si tratta di un tempio romano dedicato a tutte le
divinità (in greco pántheion significa "di tutti gli dei").
L’iscrizione nella cornice del portico "M. Agrippa L. F. Cons. tertium fecit" si riferisce ad un tempio, dedicato alle divinità tutelari della famiglia Giulia, eretto dal generale e uomo politico (edile) romano Marco Vipsanio Agrippa nel 27 a.C. presso le proprie terme nel Campo Marzio a Roma. Per molto tempo si è creduto che il Pantheon, com’è oggi, fosse la stessa costruzione del tempo di Agrippa: questa, invece, fu distrutta nel grande incendio dell’80 d.C. e venne completamente rifatta dall’imperatore Publio Elio Adriano (nel 120-125 d.C.). Nel VII secolo, come detto, fu trasformato in chiesa, dedicata a Maria e ai martiri, fatto che garantì la sua conservazione, anche se nei secoli venne spogliato dei decori bronzei e marmorei. Nel 1929 la chiesa, in virtù dei Patti Lateranensi, assunse l’ufficio di Basilica palatina o, meglio, di chiesa nazionale di tutti gli italiani.
La grandiosa struttura è costituita da un cilindro, di 43,30 metri di diametro (pari all’altezza interna), su cui poggia una cupola semicircolare dello stesso diametro (la più grande che sia stata mai costruita), aperta al sommo in un oculus, l’unica fonte di illuminazione. La parete della sala interna è mossa da otto profonde nicchie; l’ingresso è preceduto da un pronao di forma classica, con colossali colonne in granito egizio. Il pavimento, in parte originale, è in opus sectile di pavonazzetto, porfido, giallo antico e granito. Gli stessi marmi riappaiono nella decorazione architettonica delle nicchie. Il secondo ordine è un rifacimento settecentesco, tranne il breve tratto sulla destra, ripristinato di recente sulla sua forma antica con pilastri corinzi che inquadrano le finestre. Le nicchie che si aprivano nelle esedre e le edicole erano evidentemente occupate da statue di divinità: l’edificio infatti era dedicato, come dice il suo nome, a tutti gli dei. Tuttavia il significato originario, come si può ricavare da un passo di Dione Cassio, era piuttosto quello di un tempio dinastico, di un Augusteum, il cui modello proviene da simili esempi, diffusi nei regni ellenistici. Anche se Augusto, coerentemente con la sua politica, non volle che il santuario gli fosse dedicato, la stessa presenza all’interno del tempio delle divinità dinastiche della famiglia Giulio-Claudia, Marte, Venere, e lo stesso Divo Giulio, è di per sé abbastanza significativa. In età ellenistica il nome di Pantheon ha un significato ben chiaro: quello di tempio dedicato al sovrano divinizzato e ad altri dei a lui associati; il sovrano si trova così a presiedere, pari tra pari, un’assemblea di dei. Sappiamo che nel Pantheon di Agrippa la statua di Augusto non era nella cella, ma, modestamente, nel pronao: una delle nicchie dell’ingresso le era destinata, mentre nell’altra probabilmente era la statua di Agrippa. Il rifacimento di Adriano è perfettamente in linea con la politica di questo imperatore, sempre tesa a ricollegarsi a quella del fondatore dell’impero. E del resto, non è senza significato che il tempio di Adriano sia poi sorto, come quello dinastico di Matidia, negli immediati paraggi del Pantheon.
L’edificio, che non trova confronti nell’architettura templare, ma mostra invece analogie con le grandi sale delle terme, rappresenta uno dei massimi risultati dell’arte romana, in particolare di quella dell’epoca di Adriano: fu in questo periodo che si sperimentarono infatti piante complesse e soluzioni ardite, come si può notare nella grandiosa Villa Adriana a Tivoli. Il Pantheon, il tempio romano dedicato a tutti gli dèi, fu fatto costruire da Agrippa nel 27 a. C., riprogettato da Adriano e completato tra il 118 e il 125 d. C.. Si tratta di uno dei più grandi esempi di architettura romana: il pronao nasconde la grande cupola emisferica che ha altezza e diametro uguali, 43,3 m.; "dall’oculus", il foro della sommità della volta, proviene l’unica luce. Dopo essere stato consacrato al culto cristiano, l’edificio ha subito varie spoliazioni: parte del tetto dorato venne fatto ricoprire di piombo nel 735, e nel XVII secolo i supporti che sostenevano il tetto furono fusi e utilizzati dal Berinini per la costruzione del Baldacchino che si trova a S. Pietro. All’interno del Pantheon vi sono le tombe di Raffaello e dei primi re d’Italia. Le porte del Pantheon Sono tra le più antiche del mondo; anche loro costruite tra il 118 e il 126 d.C., durante il tempo dell'imperatore Adriano. Il cancello è costituito da due ali, ciascuna ala è in bronzo massiccio e pesa 8,5 tonnellate, è alta 7,6 metri e larga 2,3 metri. Sebbene le ali siano estremamente pesanti, sono così bilanciate che possono essere facilmente aperte e chiuse da una sola persona. È anche una delle uniche due porte al mondo la cui serratura, risalente a quasi 2000 anni fa, funziona ancora. La sensazione che si prova quando ci si trova davanti a questo imponente portone antico è indescrivibile e incredibilmente commovente.All’interno del Pantheon sono le tombe di importanti personalità della storia italiana (Raffaello, Annibale Carracci, Vittorio Emanuele II). Per questo motivo il termine è passato a designare anche altri edifici che accolgono le spoglie di personaggi eminenti di un paese. L’abbazia di Westminster a Londra, dove sono sepolti artisti, musicisti e letterati, e la cattedrale di Saint Paul costituiscono i pantheon del Regno Unito. A Parigi, la chiesa di Sainte-Geneviève, realizzata in stile neoclassico dall’architetto Jacques-Germain Soufflot (1764), in seguito secolarizzata e ribattezzata Pantheon, fu destinata a luogo di sepoltura degli eroi della Rivoluzione francese. Negli Stati Uniti, il Campidoglio di Washington assolve anche a funzioni di mausoleo. L’architetto britannico Christopher Wren progettò la cattedrale di Saint Paul, che doveva sostituire il precedente edificio andato distrutto nel grande incendio di Londra nel 1666. Wren si ispirò ai grandi esempi architettonici francesi e italiani: la facciata della cattedrale richiama infatti particolari del Louvre, e nella grande cupola centrale si nota un preciso riferimento alla basilica romana di San Pietro. Il Campidoglio è la sede del Congresso degli Stati Uniti. L’edificio, la cui costruzione ebbe inizio nel 1793, sorge nella capitale federale del paese, Washington, DC. Il progetto originale fu steso nel 1792 dal fisico William Thonton e la prima pietra fu posta il 18 settembre da George Washington. Nel 1800 il Congresso occupò l’ala settentrionale originaria e sette anni più tardi fu incendiato e saccheggiato dalle truppe britanniche, ma subito dopo fu riedificato e ampliato. Fu completato nelle forme attuali da Thomas U. Walter nel 1863. |
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