La riva orientale nella parte meridionale del corso del
Tevere (l'Isola Tiberina è appena oltre l'ansa all'estremità sinistra
dell'immagine) è sempre stata chiamata con l'antico nome di Marmorata,
perché in epoca romana questo era il luogo dove i marmi (in latino
marmora) provenienti dall'Africa, dall'Asia e da altri possedimenti
venivano accumulati dopo essere stati trasportati per via fluviale. Anche
gli
Horrea, gli enormi depositi per merci di ogni tipo, sorgevano non
lontano da qui. Essendo utilizzata per lo stivaggio assai più che per fini
abitativi, l'intera area è sempre stata scarsamente popolata.
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Ancora nel XIX secolo vi si potevano trovare solo
povere case di pescatori e, sebbene sia situato all'interno delle mura
cittadine, il rione aveva davvero l'aspetto di un luogo
periferico. Il dipinto di Roesler Franz mostra la desolata ma
pittoresca riva. La sua strada priva di pavimentazione si trovava
quasi allo stesso livello dell'acqua [1], senza alcuna protezione; nel caso in cui il
livello del fiume si fosse sollevato, le catapecchie sullo
sfondo [2] sarebbero facilmente andate
sott'acqua fino al primo piano, o anche più. |
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 Palazzo Senatorio e Torre delle
Milizie |
In lontananza, due torri [3] svettano sul basso orizzonte: sono (da
sinistra) quella del Palazzo Senatorio, cioè la sede del Municipio di
Roma sul colle capitolino, e la medievale Torre delle Milizie alle
spalle dei mercati traianei. |
Il rione
è ancora oggi scarsamente abitato, ma assai più vitale di un tempo, e anche
l'aspetto della zona è decisamente meno deserto di quanto fosse allora. Il
piano stradale si è notevolmente sollevato dopo la costruzione dei
muraglioni, che lo separano dalla riva vera e propria, circa 8 metri
più in basso.
Nonostante gli alberi, le due lontane torri sono ancora
visibili: dopo tutto, nonostante le numerose trasformazioni, almeno
l'orizzonte di Roma per fortuna non è poi cambiato molto.