Strage di pellegrini a Ponte Sant'Angelo

il volto santo della Veronica

Apertura dell'anno giubilare 1425. Una folla di pellegrini che aveva assistito all'esposizione della veneratissima immagine della "Veronica" in San Pietro fa ritorno in città passando per Ponte Sant'Angelo; una mula - forse di proprietà del Cardinale Barbo - improvvisamente inizia a scalciare, provocando il panico tra la folla; i parapetti dell'antico ponte cedono alla pressione delle persone che si accalcano e centinaia di uomini cadono nel Tevere.

Il bilancio sarà di oltre 200 morti in una catastrofe che per Stefano Infessura, diarista quattrocentesco, "non fu nè odita nè veduta mai così horribile..."


 

1424.

Del ditto anno et mese di decembre a dì 19, et fu de sabbato, fu mostrato lo sudario alli pellegrini che erano in Roma, et Papa Nicola fece la beneditione a tutto lo popolo christiano che stava nella piazza di S.to Pietro, er quando lo ditto popolo volse tornare, fu nello ponte di Santo Angiolo una grande carica et stretta per la moltitudine delli huomini, et lì era una mula. alcuni dicono che di Santo Marco; alcuni dicono che portava doi ceste con doi femine che venivano allo perdono, et paventò la ditta mula et la gente per la calca granne cascava in terra, et fo nello ditto ponte sì granne pressura, che lì vi morsero persone doiciento, et tre cavalli affocati, et la ditta mula et molti ne cascaro in fiume; et delli morti parte ne gi ad santo Celso, et parte a Campo Santo, dove ne furo portate deciotto carrette piene de huomini morti, et mai non fu né odita né veduta simil cosa et uno caso così horribile...


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