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Palazzo Farnese č il primo dei grandi cantieri che si apre nella Roma del
rinnovamento urbano.
Per la costruzione del "grande dado" č necessario demolire non solo un blocco preesistente di edifici ma anche alcune insulae di case nello spazio antistante, che vengono espropriate dietro risarcimento, abbattute e sostituite da una grandissima piazza, nella quale due vasche di epoca romana vengono trasformate in fontane: č evidentemente uno spreco sotto il profilo della rendita fondiaria, ma l'insieme arricchisce e abbellisce la cittā. Nella costruzione del palazzo si misurano tutti i migliori ingegni presenti a Roma in quel momento: Antonio da Sangallo il giovane (1485-1546) č il grande architetto che nel 1530 concepisce il palazzo, ma il papa (Paolo III) non č del tutto soddisfatto della soluzione finale d'insieme da lui elaborata, quindi, con sorprendente spregiudicatezza indice un concorso che viene vinto da Michelangelo. Antonio, che ha portato a termine il piano terra e il primo piano, viene allontanato dal cantiere e sostituito; Michelangelo fa preparare un modello in legno del cornicione in scala 1:1; fa demolire la loggia con un grande arco realizzata da Antonio, e la sostituisce con una loggia trabeata in marmi policromi, inoltre modifica notevolmente anche i prospetti del cortile, soprattutto all'ultimo piano. Alla morte di Michelangelo il cantiere verrā rilevato da Vignola e infine da Giacomo della Porta.
Disegno di Philip Galle della metā del XVI secolo. Clicca
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