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VITTORE II
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Ildebrando, mentre era ancora in Francia, ricevette la notizia della morte di Leone IX e si affrettò a recarsi in Germania per la nomina di un successore; nello stesso tempo i nobili romani inviarono anch'essi un'ambasceria a Magonza nel tentativo di far cadere la scelta su un antiriformista. Ma non c'è storia: Ildebrando ha la meglio, anche perché riesce a guidare la scelta di Enrico III su un suo parente, Gebeardo dei conti di Dollnstein-Hirschberg, vescovo di Eichstatt. Questi accettò la tiara, ma a condizione che l'imperatore s'impegnasse ad aiutare la Santa Sede a riconquistare i suoi patrimoni e non lo abbandonasse, come in pratica era ultimamente accaduto a Leone IX; ottenuta la sacrosanta promessa, che Enrico non avrebbe in ogni caso potuto mantenere, per la morte che lo colse l'anno dopo, Gebeardo partì per Roma.
Il 16 aprile veniva consacrato papa con il nome di Vittore II e nel giugno, in occasione di un concilio tenuto a Firenze, veniva insignito da Enrico III del titolo di vicario imperiale; era in fondo un modo come un altro per l'imperatore di scaricarsi da responsabilità, dando peraltro lustro al potere temporale che il pontefice avrebbe potuto avere.
Probabilmente le fatiche dei viaggi e le responsabilità a livello imperiale finirono per stroncare la fibra di Vittore II che morì nel viaggio di ritorno verso Roma, ad Arezzo, ove si era fermato per comporre una controversia tra i vescovi di Arezzo e Siena. Era il 28 luglio del 1057; il trasporto della sua salma ad Eichstatt venne impedito dagli abitanti di Ravenna e così venne sepolto a Roma, probabilmente nella chiesa di S. Maria in Cosmedin. |