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CELESTINO IV
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Il collegio dei cardinali, riunito nel monastero del Septizonio a Roma per eleggere il successore di Gregorio IX all'indomani della sua morte, il 22 agosto del 1241, contava soltanto su dodici membri, due dei quali erano ancora prigionieri di Federico II che, togliendo l'assedio alla città, se li era portati appresso. I dieci non riuscivano a trovare un accordo che garantisse la maggioranza dei due terzi, lasciandosi andare ad interminabili alterchi tra gregoriani e moderati.
A farli mettere d'accordo fu il senatore in carica Matteo Rosso che, in qualità di capo del Comune, li rinchiuse nel Septizonio, deciso a non farli uscire finché non avessero eletto nuovo papa; nasce così il primo conclave della storia in senso propriamente tecnico. La situazione imprevista in cui i cardinali si ritrovarono non aveva dato modo di preparare l'ambiente ad una "reclusione" che si prospettava di lunga durata: le condizioni igieniche divennero ben presto insopportabili, con il puzzo causato dagli escrementi, e uno dei cardinali morì. Ciononostante i nove superstiti non riuscivano a trovare una soluzione che permettesse la scelta adeguata del nuovo pontefice e solo quando il senatore minacciò di far riesumare il cadavere di Gregorio IX e di mostrarlo ai Romani vestito di tutte le insegne papali, venne fuori la sentenza; ma si trattò di una scappatoia per uscire da quella forzata clausura. II 25 ottobre 1241 fu eletto all'unanimità un vecchio malandato, il milanese
Goffredo Castiglioni, figlio di una sorella di Urbano III, già monaco del monastero di Altacomba, dove aveva scritto una storia del regno di Scozia, assunto a cardinale col titolo di S. Marco e vescovo di Sabina.
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