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LE MURA DEI PAPI |
All'estremità del Passetto, di fronte a piazza S.Pietro, comincia via di
Porta Angelica. In passato questa strada conduceva a Porta Angelica, la seconda
porta del muro di Pio IV; il nome "Angelica" fu scelto dal papa,
il cui nome era Angelo Medici.
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Prima del 1930, i territori italiano e vaticano non
erano separati di fatto; in seguito al concordato noto come "la
Conciliazione", un muro moderno venne creato lungo il lato sinistro
della strada, come confine tangibile fra i due stati. le mura
attorno al Vaticano in una pianta del 1590 orientata ad est: |
In fondo a via di Porta Angelica, non appena divengono visibili le alte palme di piazza del Risorgimento, si può notare come il muro moderno torni bruscamente ad essere la tipica struttura in laterizio col cordolo bianco [rif. pianta d]: questo è il punto dove il confine di Pio IV raggiungeva il Vaticano, all'estremità di Borgo Nuovo.
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Proprio qui sorgeva Porta
Angelica, attraverso la quale i pellegrini diretti alla tomba di S.Pietro
entravano in città. Anche la lunga e diritta via che dalla porta si dirigeva
verso nord si chiamava Angelica; Pio IV l'aveva realizzata come
scorciatoia per i viaggiatori che giungevano a Roma lungo la via Cassia (uno
dei principali approcci settentrionali alla città): ora i nomi delle vie non
sono più gli stessi, ma la strada ancora oggi corre diritta per circa
1.5 km. e raggiunge la riva del Tevere, dove segue il corso del fiume
per 1 km., ed in ultimo si incontra con l'antica via Cassia. |
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Ne rimangono solo pochi resti [rif. pianta e]: appena ditro l'angolo sono stati murati i
frammenti superstiti della porta (due angeli, uno stemma papale e
un'iscrizione in latino che recita "EGLI
TI MANDÒ I SUOI ANGELI AFFINCHÉ TI PROTEGGANO IN TUTTE LE TUE STRADE"),
mentre sul lato opposto della strada, sotto il livello stradale, si conserva
qualche metro del muro coperto da un vetro; ciò rende anche l'idea di quanto
la sede stradale si sia innalzata dalla costruzione della cinta muraria. |
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La breve strada in fondo alla
piazza è chiamata via dei Bastioni di Michelangelo. Qui il muro di Pio IV
si fonde con la struttura di papa Paolo III, di qualche anno più antica.
Si noti la grande differenza di altezza fra i due muri: il primo raggiunge a malapena
il cordolo di quello più antico.
L'edificio che si eleva al di sopra del muro è Palazzetto Belvedere.
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Presso il primo incrocio, il muro curva bruscamente e realizza un solido bastione [rif. pianta f]; un grosso stemma familiare di Paolo III (dei Farnese), con sei gigli, è situato in alto presso l'angolo. Questo bastione fu disegnato da Michelangelo. |
Il muro ora segue viale
Vaticano, una lunga via che sale verso il lato occidentale dello stato.
Ben presto si passa davanti all'ingresso dei Musei Vaticani.
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Un quartiere moderno ora sorge presso le mura, dove un
tempo il colle proteggeva la cittadella. |
La strada diviene progressivamente più ripida, e
superata una curva a sinistra il panorama si fa alquanto diverso: viale
Vaticano si restringe, serpeggiando lungo il perimetro degli alti bastioni
fino in cima al colle.
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Può sembrare strano che
questo lungo segmento di mura non avesse alcuna porta, ma oltre la Città
Leonina il territorio era selvaggio, e nessuna strada attraversava quest'area:
qui una porta sarebbe stata del tutto inutile, ed avrebbe per giunta indebolito
la struttura difensiva.
Tuttavia furono aperti alcuni piccoli passaggi di servizio che consentivano
agli operai di raggiungere le mura per controllarle, e all'occorrenza
restaurarle; sono stati tutti murati, ma è ancora possibile individuarli dalla
diversa trama dei mattoni.
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Lungo questo lato si possono anche notare diversi
stemmi dei papi che fecero restaurare le mura. In particolare, se ne vedono
alcuni con tre api, emblema della famiglia Barberini, che si riferiscono ad
Urbano VIII. |
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