All'interno dell'Aula voluta da Paolo VI funzionalità ed arte:
una capienza fino a dodicimila fedeli
Nella sala di Nervi
Paolo VI
(1963-1978) volle espressamente che venisse costruito un luogo,
sempre all'interno della zona extraterritoriale dello Stato del
Vaticano, dove accogliere l'enorme numero di fedeli che si raduna in
occasione delle udienze generali, tenute ogni mercoledì. Situata
nelle immediate vicinanze dell'accesso esterno della Città del
Vaticano, l'edificio è stato appositamente progettato e realizzato
dall'architetto Pier Luigi Nervi.
Fu inaugurata
il 30 giugno 1971 e la sua funzionalità è riscontrabile, in
particolare, dalla capienza: dalle 6.300 persone alle 12mila. Il
trono papale è visibile da ogni punto della sala - detta anche "Sala
Nervi" - grazie alla sua forma ellittica. Anche l'acustica è stata
curata in modo da dare risultati eccellenti.
Diverse sale
sono state create per udienze più ristrette o sessioni di sinodi e
comitati. Sono presenti speciali locali per uso della stampa e delle
radiotelevisioni, nonché per i servizi al pubblico.
L'Aula
Paolo VI è una delle opere più importanti dell'architettura
contemporanea per le soluzioni innovative applicate, come la grande
volta parabolica in doppia curvatura, la connessione tra il soffitto
ed il suo sostegno concavo che evita l'aggravio delle spinte
laterali, l'illuminazione, la disposizione degli ingressi e la
convergenza visuale di tutto l'ambiente sul palco.
All'interno, le vetrate ovali di Giovanni Hajanali e
l'imponente scultura bronzea di Pericle Fazzini, La
Resurrezione (1977).