Pietro Cavallini - Ad Assisi

Recentemente, Federico Zeri e Bruno Zanardi, nel volume Il cantiere di Giotto, hanno esposto la rivoluzionaria tesi (poi riproposta in occasione della Biennale d'Arte Antica del Lingotto di Torino) secondo cui sarebbe proprio Pietro Cavallini l'autore degli affreschi della Basilica Superiore di S. Francesco, tradizionalmente attribuiti a Giotto. Infatti nelle Storie di S. Francesco sarebbero da identificare tre distinti maestri. Confrontando poi gli affreschi del maestro principale della Basilica Superiore con quelli realizzati da Giotto nella Basilica Inferiore, si noterebbero delle differenze non solo di stile, ma anche tecnico-esecutive, evidenti soprattutto nella stesura degli incarnati, mentre il confronto degli stessi affreschi con il Giudizio Universale di S. Cecilia in Trastevere mostrerebbe delle evidenti somiglianze. Il tutto verrebbe poi ulteriormente confermato da una attenta rilettura di alcune fonti letterarie quali il Commentario di Lorenzo Ghiberti del 1450 e la Descrizione della Basilica di S. Francesco di Fra Ludovico da Pietralunga risalente al 1575. Per quanto riguarda invece gli altri due maestri presenti all'interno del cantiere della Basilica Superiore di Assisi, Zeri e Zanardi parlano di figure destinate a rimanere misteriose, anche se tendono ad identificare il primo con un pittore romano, forse Filippo Rusuti, ed il secondo con il giovanissimo Giotto.

Resta poi il problema delle Storie di Isacco , in cui alcuni hanno voluto riconoscervi la mano di Pietro Cavallini, benché studi recenti le abbiano riconferite a Giotto, presentando notevoli punti di contatto con le sue opere giovanili conservate a Firenze o nel suo territorio.

Per rimanere in ambito umbro, va ricordato che si sono voluti attribuire al Cavallini (o, meglio, alla sua scuola) gli affreschi della Sala dei Notari nel Palazzo dei Priori di Perugia [immagine accanto].

<<< pagina precedente | INDICE | pagina seguente >>>