Ferdinando Fuga.
Autore: Alfonso Gambardella (curatore).
Titolo: Ferdinando Fuga. 1699 - 1999 Roma, Napoli, Palermo.
Atti del Convegno tenutosi a Napoli nei giorni 25 e 26 ottobre 1999, organizzato dalla Facoltà di Architettura della Seconda Università degli Studi di Napoli.
Luogo, Editore, anno: Napoli, E.S.I., dicembre 2001
Prezzo: Euro 52,00

Il volume, che ha raccolto in occasione del terzo centenario della nascita di Ferdinando Fuga contributi di studiosi italiani e stranieri di chiara fama, rappresenta un'occasione di confronto sulle più ampie tematiche della cultura architettonica del XVIII secolo, proseguendo in tal senso i lavori proficuamente iniziati nel 1997 con il Convegno Internazionale incentrato sulla figura di Ferdinando Sanfelice.
Nella peculiare complessità della fisionomia del Settecento, già evidenziata in quelle giornate di studio, l'indagine su Ferdinando Fuga approfondisce un'ulteriore e delicata fase della ricerca artistica: la biografia dell'architetto toscano, attivo in differenti momenti della sua carriera nello Stato pontificio, a Napoli e a Palermo, come raccontano le preziose tavole fotografiche fuori testo, consente di attraversare i principali centri in cui si anima il dibattito architettonico coevo, così come il livello della sua committenza - da quella pontificia e corsiniana a Roma a quella carolina a Napoli - permette di dare conto di più generali indirizzi di politica culturale. Soprattutto le scelte formali sottese alla sua opera evidenziano quella "terza via" dell'architettura settecentesca, non a caso difficilmente riconducibile all'interno di univoche categorie critiche, lontana dalle "estrosità" rococò, ma altrettanto dai più severi precetti dei rigoristi, attenta all'eredità classicista ma estranea a quei presupposti - primo fra tutti il rinnovato interesse archeologico - annoverati tra le condizioni della rinascita neoclassica. Alla metà del secolo, autentica cerniera epocale alla confluenza tra correnti in via di esaurimento, come la grande lezione barocca, e il defluire delle istanze illuministiche verso esiti romantici o nuovamente accademici, l'opera di Ferdinando Fuga individua un articolato e originale momento di sintesi sui cui aspetti e implicazioni il volume solleva un esteso momento di confronto.

Link suggerito: Ferdinando Fuga a Napoli.
L'Albergo dei Poveri, il Cimitero delle 366 fosse, i Granili.

Ferdinando Fuga a Napoli.
L'Albergo dei Poveri, il Cimitero delle 366 fosse, i Granili.
Autore: Giordano Paolo
Titolo: Ferdinando Fuga a Napoli.
L'Albergo dei Poveri, il Cimitero delle 366 fosse, i Granili.
Dimensioni: cm. 24 x 17; pp. 191; 72 illustrazioni in monocromia; 18 foto in b/n di Gabriele Basilico; edizione rilegata con sovraccoperta, stampata su Carta Mais - Favini.
Luogo, Editore, anno: Lecce, Edizioni del Grifo, 1997
Prezzo: Euro 20,66

Il corrotto e degradato scenario sociale che, nel 1734, accolse l'avvento al trono di Napoli del giovane Carlo di Borbone fu, molto probabilmente, una delle cause che indusse il sovrano illuminato a desiderare per la capitale del Regno delle Due Sicilie un assetto civile, politico e urbano fortemente riformato. Un nuovo ordine capace di "addomesticare" quelle forze liberali che, nella seconda metà del XVIII secolo, emergeranno in seno alla società paleoindustriale; in grado inoltre di "controllare", "sorvegliare", e, al limite, "punire" le masse dei sudditi urbani ovvero di quel numeroso popolo indigente che affollava le vie della città partenopea. All'interno dell'interessata strategia riformista perseguita da Carlo di Borbone va collocata la decisione del sovrano di convocare presso la propria corte, nel 1750, due architetti "stranieri" cui affidare il ridisegno urbano e architettonico della capitale del Regno, Luigi Vanvitelli e Ferdinando Fuga: esperto e raffinato progettista di corte il primo; dinamico e innovativo ideatore di "architetture sociali" il secondo.
Utilizzando il disegno come strumento colto di analisi questo testo approfondisce la conoscenza del contributo dato da Ferdinando Fuga alla trasformazione della Napoli settecentesca attraverso la progettazione di tre edifici a grande dimensione collocati fuori delle mura aragonesi; l'Albergo dei Poveri (1751), il Cimitero delle 366 fosse (1762) e i Pubblici Granili (1779).
Una inquietante trilogia architettonica ideata per agevolare il "logico" e "razionale" funzionamento dell'utopistica "città della concordia e del benessere sociale" immaginata da Carlo di Borbone.
Un'idea di città che non riuscirà a concretizzarsi se non, esclusivamente, nel rigore funzionale, tipologico, formale e linguistico espresso dalle tre "architetture sociali".



Link suggerito: Ferdinando Fuga. 1699 - 1999 Roma, Napoli, Palermo.

Torna all'INDICE GENERALE IL PAPATO PAGINA INIZIALE Monumenti  e artisti del '700 e dell'800 Roma dal '700 all'Unità