~ curiosità romane ~
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l'Isola Tiberina

Il corso del Tevere attraversa il centro di Roma disegnando una doppia ansa; nella parte piu bassa di questo tratto affiora una striscia di terra, detta Isola Tiberina, lunga poco più di 300 metri e larga non più di 90.
Ha la forma tipica di un'imbarcazione, ispirando così la leggenda secondo la quale l'isola sorgerebbe sul sito di una nave affondata.
Secondo la tradizione romana l'isola si formò dai covoni di grano del re Tarquinio il Superbo, gettati nel fiume dal popolo dopo la sua cacciata nel 509 a.C.


veduta aerea da sud-est che
mostra la forma dell'isola

Di fatto, l'intera isola era sistemata come una nave: un rivestimento di travertino presso le rive simulava la prua e la poppa di un'imbarcazione, e al centro sorgeva un obelisco come albero maestro.
Venne modellata a forma di nave verso il I secolo a.C., per ricordare la spedizione del 291 a.C. al Tempio di Asclepio ad Epidauro.
Il rivestimento, del quale rimangono ancora tracce sul lato est (verso la prua), era decorato con scene relative ad Esculapio, dio della medicina, al quale l'Isola Tiberina era sacra sin dal III secolo a.C.; una volta qui sorgeva anche un tempio dedicato a questa divinità.


Foto degli unici resti conservati dell’opera di monumentalizzazione dell’isola in opera quadrata con blocchi di travertino.
I resti sono pertinenti alla prua della nave, su cui compare il simbolo di Esculapio.


Dettaglio del simbolo di Esculapio, dio della medicina.


Ricostruzione grafica dell'isola Tiberina. A sinistra Ponte Cestio, a destra Ponte Fabricio.

Dalle rive del Tevere, l'isola si raggiunge per mezzo di due antichi ponti romani: il Ponte Cestio (ricostruito alla fine del XIX secolo utilizzando i frammenti originali) sul lato meridionale, e il Ponte Fabricio, qui chiamato anche Ponte Quattro Capi per via delle figure che ne decorano la balaustra, sul lato settentrionale.
Entrambi i ponti risalgono al I secolo a.C.


Ponte Cestio, costruito tra il 46 e il 44 a.C. da Lucio Cestio.
L’aspetto attuale del ponte risale ai lavori di ricostruzione del 1885-1889, eseguiti per l’ampliamento della sponda destra del Tevere.


Ponte Fabricio, edificato nel 62 a.C. dal curatore delle strade Lucio Fabricio, e restaurato nel 23 a.C. dai consoli Quinto Emilio Lepido e Marco Lollio.
Sulla destra si intravede la Sinagoga di Roma.


il Ponte Fabricio,
e una veduta dell'ospedale


una delle figure quadrifronti,
donde il popolare nome del ponte


A sinistra: Stampa del 1593 raffigurante l’Isola Tiberina e il complesso ospedaliero di San Giovanni Calibita (in primo piano la parte occidentale dell'isola).
A destra: Chiesa di San Giovanni Calibita, sorta sui resti del Tempio di Iuppiter Iurarius,
i cui resti sono conservati nei sotterranei del complesso ospedaliero del Gemelli (in origine Fatebenefratelli).
Arrivando da Ponte Quattro Capi, la chiesa di di San Giovanni Calibita è sulla destra (a ovest) e fronteggia la Torre della Pulzella.
Sempre nella metà occidentale sorge l'Ospedale Fatebenefratelli (oggi Gemelli), che si riallaccia all'antica tradizione medica dell'isola; fu fondato nel XVI secolo, ed è tutt'ora in funzione.

Antica Torre della Pulzella, o Torre Caetani, costruita nel XII secolo per volere dei Pierleoni e adibita a residenza sontuosa dai Caetani. Nella torre durante le lotte aristocratiche trovarono rifugio Papa Vittore III nel 1078 e Papa Urbano II nel 1088.

Subito dopo la Torre della Pulzella si apre lo slargo della Piazza di San Bartolomeo.

Qualche metro dopo la Torre Caetani si apre la bella piazza sul fondo della quale è la chiesa di S.Bartolomeo, che ora sorge sull'antico sito del Tempio di Esculapio.


Sorta nell’Alto Medioevo sui resti del Tempio di Esculapio con il nome di San Salvatore de Insula,
fu dotata di un bel campanile medievale.
Successivamente fu ampliata da Ottone III di Sassonia nel 998, e dedicata a Sant’Adalberto di Praga e a San Bartolomeo.


Piantina dei resti conservati nei sotterranei di San Bartolomeo. A destra: i sotterranei.


Antico pozzo marmoreo romano del Tempio di Esculapio, riutilizzato nella Basilica di San Bartolomeo.


La “Guglia di Pio IX”, costruita nel 1869 al posto dell’antica “Colonna Infame”, distrutta in seguito a un incidente con un carro. La colonna era sorta nel medioevo al posto dell’antico obelisco, ed era usata per affiggere una tabella con i nomi dei banditi che non avevano partecipato alla messa eucaristica il giorno di Pasqua (usanza che durò fino al 1870).

Dettaglio della palla di cannone sparata nel 1849 dalla Via Aurelia durante l'Assedio di Roma
da parte delle truppe francesi contro la Repubblica Romana. La palla, dopo aver sfondato il muro anteriore, si fermò sull'altare senza fare feriti.

Una rampa di scale conduce all'ampia riva, dove tanto i romani che i turisti amano spesso passeggiare o prendere il sole. Il giro completo dell'isola a piedi richiede non più di dieci minuti: gli antichi ponti, visti dal basso, sono molto suggestivi e interessanti.


il Ponte Cestio, che si stende
sopra la riva meridionale


le rovine del vecchio Ponte Rotto

E appena più a valle lungo il corso del Tevere, di fronte all'isola, un altro reperto interessante è il cosiddetto Ponte Rotto, maestosa rovina dell'antico Ponte Emilio, che nel corso degli anni crollò e fu ricostruito varie volte, prima di essere in ultimo abbandonato alla fine del XVI secolo.


in una pianta del 1472
il Ponte Emilio (in alto a
sinistra) è ancora in piedi