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S. Bibiana
Rione Esquilino, via G. Giolitti 154 |
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Secondo il Liber
Pontificalis, la chiesa fu fondata da S. Simplicio papa nel 467 nella
zona detta ad ursum pileatum, corrispondente agli antichi Horti
Liciniani.
Nel 682 Leone II vi trasferì i corpi dei martiri Simplicio, Faustina e Viatrice, traendoli dalla catacomba di Generosa alla Magliana. Nel 1224 Onorio III restaurò l'edificio facendovi erigere accanto un monastero per le monache che vi rimasero sino all'epoca di Eugenio IV (1431-1447); il monastero, situato quasi dirimpetto alla facciata della chiesa, andò distrutto durante i restauri di Urbano VIII che conferirono alla costruzione l'aspetto attuale. Dell'antica chiesa rimane veramente ben poco. All'esterno sono scomparse le tracce delle pitture (che si vedevano ancora alla fine del sec. XIX), tra cui campeggiava il ritratto di Onorio III, accompagnato dalla seguente iscrizione:
in honorem beatae Bibianae virginis et martyris conserv. All'interno, il colonnato (costituito da materiale di spoglio) e la soprastante muratura, visibile sulle navatelle, restituiscono parzialmente l'aspetto della primitiva chiesa. Lungo i muri delle navatelle sono oggi inserite alcune lastre tombali (in origine terragne) dei secc. XIV-XV. Tra esse se ne segnala una con la seguente iscrizione: Hic requiescit ven. et religiosa dna. Viviana de salvectis civis romana abbatissa huius ven. monasterii anno dni. MCCCXXXV. Un'altra epigrafe (sec. XIII) posta da una badessa del monastero a memoria dei lavori da lei promossi per la decorazione dell'altare di Simplicio (Ad honorem s.Simplici, ego Eufrosina humilis abbatissa hoc opus fieri iussi) scomparve probabilmente in occasione dei restauri secenteschi. |