S. Eusebio
Rione Esquilino, piazza Vittorio Emanuele II
CHIESE MEDIEVALI torna alla pagina iniziale delle CHIESE DI ROMA

Secondo un'antica tradizione, la chiesa sorge sulla casa del prete Eusebio (sec. IV) fatto morire di stenti dall'imperatore Costanzo II, tradizione che sembra suffragata dai resti di una casa romana venuti alla luce sotto la chiesa. Il Liber pontificalis ricorda che papa Zaccaria nel 750 restauṛ il tetto della chiesa che era crollato; successivi interventi si ebbero, tra l'VIII e il IX secolo, sotto Adriano I, Leone III e Gregorio IV.
Nel sec. XIII la chiesa fu ricostruita dalle fondamenta e riconsacrata ai Ss. Eusebio e Vincenzo da papa Gregorio IX nel 1238. Affidata nel sec. XV ai monaci Celestini, dopo l'estinzione dell'Ordine pasṣ nel 1820 ai Gesuiti.
Della chiesa duecentesca non resta quasi nulla: aveva tre navate con quattordici colonne, una schola cantorum ed affreschi parietali con Scene del Vecchio e Nuovo Testamento; unica testimonianza dell'epoca, il campanile romanico visibile dal cortile.
Nel portico si conserva la lapide dell'antica consacrazione, in origine posta presso l'altare maggiore:
+Ann. Dni. MCCXXXVIII indictione. XI mense martii quarta feria maioris edomade quadragesime domnus Gregorius papa nonus consecravit hanc ecclesiam in honore beatorum Eusebii et Vincentii cum tribus altaribus quorum maius altare confessoris ipsius manibus propriis consecravit statuens ut omni anno a quarta feria maioris edomade quadragesime usque ad octavam dominice resurrectionis. hanc ecclesiam visitantes millis annis et centum viginti dierum de iniuncta sibi penitentia indulgentiam consequantur.
E' invece oggi scomparsa la lastra tombale terragna di Giovanni Paolo dell'importante famiglia romana dei Capocci; in essa si leggeva la seguente iscrizione:
Hic requiescit nobilis vir Ioannes Pauli Capoccius de regione Montium qui obiit anno domini MCCCXXXII mens. febr. die XIV cuius anima requiescat in pace. Amen.