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S. Silvestro al Quirinale
Rione , via |
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Pochissimi
notano questa chiesa lungo via XXIV Maggio, anche perché possiede una facciata assai
poco appariscente, oltreché finta, come vedremo.
Di
antichissima origine, forse sorta nel IX secolo, passò nel 1507 ai
Domenicani, che, nel 1524, ne intrapresero la
ricostruzione, avvenuta in due tempi, insieme all’annesso convento,
poiché nel passò ai Teatini, per essere
completata nel 1566. Nel
periodo precedente la chiesa era stata sede di un importantissimo
cenacolo religioso e culturale, nell’ambito della cosiddetta “riforma
cristiana”, a cui facevano capo, tra gli altri, Vittoria Colonna e
Michelangelo Buonarroti. Nel 1580 fu aggiunta alla chiesa la cappella
Bandini, di Ottaviano Mascherino, la cui cupola è visibile dalla strada, a
sinistra della facciata. La
chiesa è a navata unica, con due cappelle per lato, cupola e profondo
presbiterio, ancora più evidente a causa dell’accorciamento
ottocentesco della navata. Il soffitto di questa è in legno scolpito
policromo, riccamente ornato e dorato. Nella controfacciata è da notare il
monumento funebre di Prospero Farinacci (1618), illustre giureconsulto che
si assunse l’onere della difesa processuale di Beatrice
Cenci.
La seconda cappella sinistra (Ghislieri) ha sull’altare una Natività di Marcello Venusti e alle pareti due affreschi con la Circoncisione e l'Adorazione dei Magi, di Jacopo Zucchi. Nella volta, affreschi di Raffaellino da Reggio. La prima cappella sinistra è la più antica della chiesa, risultando costruita già nel 1518 e decorata tra il 1525 e il 1527. Ha un eccezionale pavimento in formelle di maiolica, opera di Luca della Robbia il Giovane: si tratta delle maioliche avanzate nella pavimentazione delle Logge di Raffaello in Vaticano. Ai lati dell’altare sono due affreschi con Maria Maddalena e S. Caterina da Siena di Polidoro da Caravaggio. Dello stesso, insieme a Maturino da Firenze, sono gli altri due importantissimi affreschi, con scene delle vite delle medesime sante. Essi costituiscono, nella storia dell’arte rinascimentale, i primi esempi conosciuti di scene di paesaggio sostanzialmente indipendenti dal soggetto sacro rappresentato; siamo alla radice di quel percorso che porterà, alla fine del Cinquecento, alla nascita della grande pittura di paesaggio classicheggiante. Lo zoccolo delle pareti è coperto da un bellissimo fregio monocromo con putti, degli stessi artisti, mentre la volta della cappella fu successivamente affrescata con Storie di S. Stefano del Cavalier d’Arpino. La sagrestia della chiesa è decorata con splendidi arredi cinquecenteschi. |