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Le catacombe di S. Sebastiano sono considerate uno dei più importanti monumenti della Roma Cristiana. Il nome catacombe che all'inizio indicava unicamente questo luogo, dopo il ritrovamento degli altri cimiteri sotterranei, data la somiglianza tra questi e quello di S. Sebastiano, fu generalizzato e ormai indica tutti i cimiteri sotterranei dell'antichità.
Sono la parte sotterranea dei più antichi cimiteri della comunità cristiana di Roma e, come tutti gli altri cimiteri, furono costruiti fuori delle mura della città, secondo quanto prescriveva la legge romana. Le Catacombe di S. Sebastiano, si presentano al visitatore come una serie di strette e basse gallerie scavate nel tufo, ai lati delle quali è possibile notare le tracce di antiche sepolture: i loculi, che sono la forma di sepoltura più semplice e al tempo stesso più economica. I corpi, avvolti in un sudario e deposti all'interno della tomba, venivano cosparsi di uno strato di calce viva, (per motivi igienici): infine la tomba veniva chiusa con una lastra di marmo o terracotta. La catacomba di S. Sebastiano si estende per circa 12 Km di gallerie disposte su tre piani. La parte visitabile si trova al secondo piano. Visitando la catacomba di S. Sebastiano si possono scorgere in vari punti i simboli più noti dell'iconografia paleocristiana: l'orante, il pesce, l'ancora, il monogramma di Cristo, la colomba, l'ulivo, la balena di Giona, etc. |
CRIPTA DI S. SEBASTIANO Nel IV secolo, per permettere la preghiera sulla tomba di S. Sebastiano, un tratto della galleria del II livello fu trasformato in cripta in onore del santo. E' qui che il corpo di S. Sebastiano rimase per oltre 1000 anni, finché nel XII sec. i resti non furono traslati nella soprastante cappella in Basilica. Nella Cripta si possono vedere il luogo della primitiva sepoltura e il busto del martire, opera di notevole pregio artistico, poiché viene attribuito al Bernini, maestro del barocco italiano. |
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Uscendo dalla catacomba, a 9 metri sotto il pavimento della basilica, troviamo un piccolo cimitero pagano "a cielo aperto" del II sec. d.C. costituito da tre mausolei. I mausolei sono tombe di famiglia scavate interamente nella roccia, ancora in perfetto stato di conservazione. Nel primo mausoleo si possono ammirare bellissime pitture, mentre gli altri due, sono interamente decorati in stucchi finissimi e costituiscono uno dei pochi esempi conservatisi in tale tecnica decorativa. |
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Ciò che rende particolarmente famose ed importanti le catacombe di S. Sebastiano, è la "MEMORIA APOSTOLORUM", ovvero il ricordo della temporanea sepoltura, in questo luogo, degli Apostoli Pietro e Paolo. Durante la persecuzione di Valeriano (253-260) si rese impossibile la venerazione delle sante tombe di due apostoli; si pensò quindi che, trasportando le loro reliquie presso queste catacombe si potessero eludere le ristrettive leggi imperiali. Inizia così, nel 258 d.C. per circa 50 anni, il culto dei santi Pietro e Paolo nel luogo chiamato MEMORIA APOSTOLORUM. A testimonianza di ciò, rimangono gli innumerevoli graffiti di invocazione a Pietro e Paolo scritti in latino, greco ed aramaico, e la soprastante basilica del IV sec. che, dopo la pace costantiniana, fu eretta in onore dei due Apostoli. |
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La Basilica di S. Sebastiano nacque molto diversa da come noi oggi la vediamo. L'antica basilica del IV secolo fu dapprima edificata in onore degli apostoli Pietro e Paolo, come continuazione della Memoria del III sec. e venne denominata "BASILICA APOSTOLORUM". Solo in pieno Medioevo il culto di S. Sebastiano "salì" dalla catacomba nella chiesa e de diede il suo nome. Dinanzi ad essa si trova la cappella delle reliquie importante poiché custodisce la pietra del "QUO VADIS?" con l'impronta dei piedi di Gesù! La Basilica del IV secolo era 3 volte più grande di quella odierna, infatti era a 3 navate; come si presenta oggi al visitatore non è altro che un rifacimento barocco del 1612 voluto dal Card. Scipione Borghese. Dello stesso anno è il mirabile e magnifico soffitto ligneo a cassettoni, opera dell'ebanista olandese Giovanni Vasanzio. E' invece del 1672, commissionata dal Card. Francesco Barberini, la cappella di S. Sebastiano, ove dentro l'altare sono custoditi i Resti del martire. Sempre dentro questa cappella si trova la statua marmorea che rappresenta S. Sebastiano nel sonno del martirio, opera di Giuseppe Giorgetti, allievo del Bernini. |