Scipione Borghese, ritratto da Gianlorenzo Bernini.
Cardinale e mecenate[1].
Figlio di Ortensia Caffarelli, sorella di Camillo Borghese (papa col nome di Paolo V dal 1605 al 1621) all'ascesa al pontificato dello zio fu da lui
adottato (assumendone il cognome) e creato cardinale, a 29 anni.
Il favore
nepotistico dello zio gli permise di accumulare un'immensa fortuna,
che utilizzò per acquistare e unificare i vasti appezzamenti con cui
costituì il parco e la villa Borghese, e per
collezionare i capolavori
d'arte che costituirono il nucleo attorno a cui si formò quella
collezione Borghese che è oggi esposta nel Museo
nazionale di villa Borghese di Roma.
Fu anche
protettore di numerosi artisti, fra i quali Gianlorenzo Bernini,
che ne scolpì il celebre ritratto oggi nella Galleria Borghese.
Il busto scolpito dal Bernini
(Galleria Borghese, Roma)
Nella vita privata Scipione è descritto, da alcune testimonianze dell'epoca, come
inclinato verso il proprio sesso al punto da creare veri e propri
scandali. Su uno siamo
particolarmente ben informati per le ripercussioni che
ebbe. La vicenda risale al 1605 quando Stefano, appena creato cardinale, volle chiamare con sé
a Roma Stefano Pignat(t)elli (1578-1623), suo intimo
"amico". Lo scandalo che ne
risultò fu tale che persino uno scrittore ufficiale cattolico, Gaetano Moroni,
riuscì solo a sfumare le tinte nel raccontare l'avvenimento, ma non ad
occultarlo. Secondo le parole di
Moroni, Scipione, "ricordevole dell'affetto di Stefano, l'invitò a Roma e
l'ammise nella propria corte, dove si acquistò tale ascendente sul
cardinale, che questi in tutto si regolò co' suoi
consigli. Tanto bastò
perché l'invidia e gelosia de' cortigiani lanciasse contro di lui
maligne e velenose calunnie, e provocarono cardinali e ambasciatori
per rappresentare al Papa essere Stefano pieno di detestabili vizi,
e per l'onore del nipote doversi onninamente allontanare. Paolo V cadde nell'inganno e lo fece sloggiare
dalla casa del cardinal Scipione. Questi però
conoscendone l'innocenza, raddoppiò il suo amore per l'oppresso,
anzi soggiacque a grave malinconia per la sua disgrazia, e si
produsse lunga e pericolosa malattia"
Il cardinale Borghese, a sinistra,
alle spalle dello zio papa
Solo quando Pignattelli accorse a Roma per "curare" l'amico
Scipione, il cardinale riuscì a guarire. Il papa-zio capì allora
saggiamente che per controllare Pignattelli gli conveniva, anziché
combatterlo, cooptarlo: gli fece perciò indossare l'abito
sacerdotale, dando così inizio a una carriera che nel 1621 giunse
addirittura al cardinalato. Proprio in
occasione di tale nomina fu scritta una feroce pasquinata, che
svela di che tipo e genere fossero le dicerie a cui allude
Moroni. Nella pasquinata si
afferma che il regno di Spagna vuole cardinali i propri uomini, e lo
stesso desidera il regno di Francia, e insomma ognuno vuole cardinali
i propri partigiani. Quindi cosa c'è di strano se anche il "cazzo del
cardinal Borghese" abbia voluto cardinale il "suo" uomo?
Virtù cardinali
Mira, Piegaio, il tuo gran Pignatello,
di pivial Cardinalitio ornato,
quanto ogni benemerito prelato,
che portasse giamai mitra, o cappello
cardinalizio. E se ben molti son, che n'han martello,
non è da tutti il suo valor notato,
e quanto dottamente s'è portato,
ogni volta ch'andò nuntio in bordello.
Ma che Spagna per un, Francia procura
per l'altro, e in somma ogni Signor cortese,
di qualche suo partial [protetto] si prende cura.
Dunque perché a stupore il Mondo prese,
se nel collegio volse una Creatura,
il cazzo ancor del Cardinal Borghese? |
Come si vede, l'accusa secondo cui fra i due esisteva una relazione omosessuale
era all'epoca esplicita.
Roma, S. Maria
Maggiore Tomba di Paolo V Borghese e del nipote Scipione.
Scipione Borghese è sepolto nella Cappella Borghese assieme allo zio papa, nella Basilica
di Santa Maria Maggiore a Roma.
Note
[1]Sulla vicenda biografica si veda: V. Castronovo, voce: "Borghese
Caffarelli, Scipione", Dizionario biografico degli italiani, vol.
12, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 1970, pp.
620-624.
[2]Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica,
vol. LIII, Tipografia emiliana, Venezia 1851, voce: "Pignattelli Stefano,
cardinale", pp. 50-51.
[3]La pasquinata è stata edita in: Giovanni Dall'Orto, Il trionfo di
Sodoma. Poesie erotiche inedite dei secoli XVI-XVII, "La fenice di
Babilonia", n. 2, 1997, pp. 37-69, alle pp. 61-62
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