PERSONAGGI - Lettera S

I nomi riportati in corsivo (italico) sono degli appellativi con cui questi personaggi venivano chiamati.
I riferimenti cronologici sono legati agli eventi che resero protagonisti questi personaggi oppure, ove presente, alla nascita e alla morte, indicate rispettivamente con "n" e "m".


Santippo
rif. 255 a.C.

Generale Spartano, condusse le truppe Cartaginesi al successo contro quelle romane, guidate dal Console Marco Attilio Regolo.
In questo modo respinse il tentativo romano di risolvere la guerra attraverso la conquista di Cartagine.

> Iª guerra punica (264 a.c. - 241 a.c.)


Saturnino, Lucio Apuleio
rif. 104 a.C. - 100 a.C. / m. 100 a.C.

Iniziò la sua carriera politica come Questore e si trovò a dover gestire la politica dei prezzi del frumento. Contestato, fu costretto ad abbandonare la carica, sostituito dal "princeps senatus" Marco Emilio Scauro, esponente dell'aristocrazia senatoria. Questo episodio condizionò le scelte di Saturnino che si spostò in modo deciso verso il partito popolare, distinguendosi per le sue posizioni radicali.
Strinse un patto segreto con Caio Mario, che agevolò la sua elezione, nel 103 a.C., a Tribuno della Plebe.
Mario si aspettava da Saturnino delle leggi che concedessero ai suoi veterani, parte delle terre conquistate in guerra.
Lucio Apuleio Saturnino venne rieletto alla carica di Tribuno della Plebe nel 100 a.C., anno della sua morte.
Saturnino aveva stretto un patto di acciaio anche con Caio Servilio Glaucia, altro esponente popolare con il quale aveva condiviso la redazione di molte leggi che miravano a colpire gli interessi aristocratici.
Fu proprio in occasione della candidatura di Glaucia al Consolato (100 a.C.) che avvenne il fatto che decretò la fine di Saturnino e dello stesso Glaucia, e cioè la morte violenta di Caio Memmio, il candidato dell'aristocrazia.
Si scatenarono numerosi disordini e Saturnino, con i suoi fedelissimi, occuparono il Foro. Il Senato dichiarò lo stato di emergenza e chiamo il console Caio Mario a ristabilire l'ordine. Nonostante i suoi legami con Saturnino, Caio Mario costrinse i ribelli alla fuga che si concluse nel tempio di Giove Capitolino sul Campidoglio dove, dopo un breve assedio, gli stessi vennero catturati.
Saturnino insieme ad alcuni fedelissimi, venne rinchiuso nella Curia in attesa di processo, ma lì venne ucciso da alcuni giovani aristocratici che gli scagliarono dall'alto, le tegole del tetto.

> Saturnino, Glaucia e il partito popolare


Scevola, Muzio Cordo
rif. 508 a.c.

Eroe Romano che fermò l'avanzata del Principe etrusco, Lars Porsenna.
Fu detto Scevola (mancino) perché bruciò la sua mano destra, colpevole di aver fallito il suo obiettivo. Infatti invece di uccidere Porsenna, aveva ucciso il suo segretario.

> Porsenna, O.Coclite e M.Scevola


Scauro, Marco Emilio
rif. 120 a.C. - 90 a.C. / m. 90 a.C.

Fu un senatore di grande prestigio che ricoprì incarichi importanti tra cui quello di "princeps senatus".  Fu anche console nel 115 a.C. e censore. Fu uno dei più decisi accusatori di Giugurta e fautore della guerra di Numidia, a cui prese parte come luogotenente di Quinto Cecilio Metello. Fu un rappresentante dell'aristocrazia senatoria, vicino alla famiglia dei Metelli, ma dimostrò comunque sempre una capacità di giudizio al di sopra delle parti.
Decretò lo stato d'emergenza contro il tentativo insurrezionale di Saturnino, da lui lo dividevano anche questioni personali visto che lo aveva sostituito nella carica di questore. Scauro, fu anche consigliere di Marco Livio Druso nell'annosa questione della cittadinanza agli italici, che portò alla drammatica guerra sociale. In tarda età sancì anche a livello famigliare la sua alleanza con i Metelli, sposando Cecilia Metella, la giovane figlia di Metello Dalmatico. Alla morte di Scauro, Cecilia Metella andò in moglie a Lucio Cornelio Silla.

> Saturnino, Glaucia e il partito popolare


Servilio, Gneo Gemino
rif. 217 a.C.

Console, fu uno dei protagonisti della seconda guerra punica. Insieme a Caio Flaminio Nepote tentò di fermare la discesa, verso Roma, di Annibale che aveva già sbaragliato le truppe Romane nella battaglia della Trebbia. Gneo Servilio lo attendeva in Etruria, ma Annibale, una volta raggiunte le colline fiesolane, cambiò direzione sganciandosi dalle truppe Romane. Il primo a seguirlo fu Caio Flaminio Nepote che finì nella trappola del Lago Trasimeno. Gneo Servilio Gemino si salvò perché seguiva il suo collega a più di un giorno di distanza. Un gruppo di cavalieri mandato in avanscoperta dal Console, venne intercettato e annientato da uno squadrone della cavalleria punica.

> IIª guerra punica (218 a.c. - 201 a.c.)


Sicinio Belluto
rif. 494 a.C.

Fu il protagonista della secessione della plebe sul Monte Sacro.

> La plebe sul Monte Sacro


Silone, Quinto Poppedio
rif. 91 a.C. - 90 a.C. / m. 90 a.C.

Generale del popolo dei Marsi, fu uno dei protagonisti del "bellum sociale", la guerra fratricida che oppose Roma ai suoi alleati (socii) dell'Italia centro meridionale. Questi popoli, che rivendicavano il diritto alla  cittadinanza Romana, si erano uniti in una lega organizzata come uno stato indipendente.
Nelle operazioni di guerra Silone ebbe l'onore di sconfiggere il grande Caio Mario, in una battaglia nei pressi del fiume Liri. Successivamente il comandante dei Marsi venne inseguito, sconfitto e ucciso da Quinto Cecilio Metello Pio in una battaglia che si svolse in Apulia.

> La guerra sociale e l'ascesa di Silla


Spurio Cassio
rif. 493 a.C.

Console romano, nel 493 a.c. firmò il trattato di alleanza con la Lega Latina denominato "Foedus Cassianum".  Sei anni dopo, accusato di tradimento a causa di una contestata legge agraria, venne gettato dalla rupe Tarpeia.

> Dal lago Regillo al "Foedus Cassianum"
> Le Leggi delle XII Tavole"