PERSONAGGI - Lettera R

I nomi riportati in corsivo (italico) sono degli appellativi con cui questi personaggi venivano chiamati.
I riferimenti cronologici sono legati agli eventi che resero protagonisti questi personaggi oppure, ove presente, alla nascita e alla morte, indicate rispettivamente con "n" e "m".


Remo
rif. 753 a.C.

Fratello gemello di Romolo, il fondatore di Roma. Secondo la leggenda venne ucciso proprio da suo fratello al momento della fondazione della città.

> La Leggenda sulla nascita di Roma


Regolo, Marco Attilio
rif. 256 a.C. - 255 a.C.

Console, impegnato nella prima guerra punica provò a sferrare il colpo decisivo sbarcando in Africa. Dopo alcuni successi venne sconfitto e catturato in uno scontro con le truppe Cartaginesi, guidate dallo spartano Santippo.
La leggenda vuole che Attilio Regolo, dopo la cattura venne inviato a Roma per trattare la pace, dietro la promessa che in caso di esito negativo delle trattative sarebbe tornato indietro. Il console avrebbe esortato il Senato di Roma a continuare nella guerra e poi, nel rispetto per la parola data, sarebbe tornato a Cartagine.
Qui sarebbe stato imprigionato e torturato. Gli aspetti più coloriti della leggenda stessa parlano che Attilio Regolo sarebbe stato gettato da una rupe dentro una botte irta di chiodi.  

> Iª guerra punica (264 a.c. - 241 a.c.)


Rufo, Publio Sulpicio
rif. m. 88 a.C. 

Publio Sulpicio Rufo, esponente della fazione popolare, diventò protagonista della storia di Roma quando, come Tribuno della Plebe, presentò all'assemblea popolare una proposta che revocava a Lucio Cornelio Silla il comando della guerra mitridatica per poi assegnarlo a Caio Mario.  In questa azione, Publio Sulpicio Rufo era stato appoggiato sia da Caio Mario, sia dal ceto dei cavalieri che si riteneva danneggiato dalla scelta del Senato. Ma Silla non era disposto a subire passivamente l'azione dei popolari e così si mise a capo delle sue legioni e invase Roma. Una volta preso il controllo della città dichiarò nemici pubblici gli esponenti della fazione popolare, tra cui Caio Mario e Publio Sulpicio Rufo. Mentre Mario riuscì a fuggire, Rufo venne catturato ed ucciso.

> Il problema asiatico e la marcia su Roma