PERSONAGGI - Lettera P

I nomi riportati in corsivo (italico) sono degli appellativi con cui questi personaggi venivano chiamati.
I riferimenti cronologici sono legati agli eventi che resero protagonisti questi personaggi oppure, ove presente, alla nascita e alla morte, indicate rispettivamente con "n" e "m".


Paolo, Lucio Emilio
rif. 216 a.C. / m. 216 a.C.

Console della Repubblica, è uno dei protagonisti della disfatta Romana nella battaglia di Canne, in cui l'esercito Romano venne annientato dalle truppe guidate da Annibale.
In questa battaglia lo stesso Lucio Emilio Paolo, che comandava un'ala della cavalleria, perse la vita sotto i colpi della cavalleria punica.
Aristocratico di nascita era già stato console nel 219 a.C. e in quell'anno aveva ottenuto dei successi in Illiria.
Nel 218 a.C. aveva fatto parte di una spedizione diplomatica a Cartagine.
Nella disfatta di Canne pagò soprattutto la temerarietà dell'altro Console, Caio Terenzio Varrone.

> IIª guerra punica (218 a.C. - 201 a.C.)


Peperna, Marco
rif. 77 a.C. - 72 a.C. / m. 72 a.C.

Figlio di Cinna, leader popolare che fu console di Roma durante la prima guerra civile, quando i popolari avevano conquistato con la forza il controllo del potere.
Marco Peperna si mette però in luce dopo la morte del padre alleandosi con i due grandi ribelli che avevano osato sfidare Roma: Lepido e Sertorio.
Nel 77 a.C. Peperna partecipa al tentativo di Lepido e lo segue in Sardegna dopo la disfatta militare  contro le truppe Romane comandate da Pompeo. Una volta che Lepido si fu suicidato, Peperna si imbarcò insieme ai suoi fedelissimi per la Spagna dove si alleò con le truppe ribelli comandate da Sertorio. In qualità di ufficiale partecipò a tutta le guerra che oppose Sertorio a Roma e che venne combattuta ancora una volta contro Pompeo Magno.
Nel 72 a.C., fu proprio Marco Peperna a tradire il suo comandante e ad accoltellarlo durante un banchetto. Dopo essere stato catturato da Pompeo Magno provò a barattare la sua vita con una lista di senatori che avevano appoggiato il tentativo di Sertorio. Ma Pompeo Magno, distrusse la lista e fece uccidere Marco Peperna.

> Il tentativo di Lepido
> Pompeo contro Sertorio


Pirro
rif. 282 a.C. - m. 273 a.C.

Re dell'Epiro, si schierò contro Roma in difesa di Taranto. Sbarcò sulla penisola ed insieme ai suoi leggendari elefanti sconfisse l'esercito romano due volte, perdendo comunque molti dei suoi soldati. Fallita l'ipotesi di un accordo con Roma, tentò di conquistare la Sicilia, strappandola ai Cartaginesi. Fallito anche questo tentativo tornò ancora sulla penisola dove venne sconfitto presso Benevento. Tornato in Epiro, provò a conquistare la macedonia e morì durante alcuni disordini scoppiati nella città di Argo.

> Taranto, le ragioni di una guerra
> Pirro e gli elefanti


Plauzio, Caio
rif. 329 a.C.

Console, si distinse nella guerra contro il popolo latino della città di Priverno, che lo stesso console conquistò dopo un lungo assedio. 

> La guerra con la Lega Latina


Pompeo, Strabone
rif. 90 a.C. - 89 a.C. / m. 87 a.C.

Uomo ricco e spietato originario del Piceno, entrò in modo deciso nello scenario politico di Roma, durante il "bellum sociale", assumendo il ruolo di comandante delle operazioni nel nord dell'Italia. Si concentrò in modo particolare nell'assedio di Ascoli, la città da cui aveva preso origine la guerra e in cui erano stati massacrati tanti cittadini Romani. Nell'anno 89 a.C., quando aveva assunto la carica di console, riuscì finalmente a mettere fine alla resistenza di Ascoli; per questa vittoria pretese di celebrare il Trionfo. Fece approvare la legge "pompeia", che concedeva i diritti latini agli abitanti della Gallia Cisalpina, procurandosi così una vasta clientela. Anche dopo la fine della guerra sociale mantenne attivo l'esercito che aveva guidato, trasformandolo in un esercito personale. Si rifiutò di riconoscere il nuovo governo popolare e morì quando stava cercando un accordo con Lucio Cornelio Cinna.  Suo figlio Pompeo il Giovane, che passerà alla storia come Pompeo Magno, utilizzò le sue ricchezze e il suo esercito personale, per affiancarsi a Lucio Cornelio Silla nella guerra civile.

> La guerra sociale e l'ascesa di Silla


Ponzio, Caio
rif. 327 a.C. - 304 a.C. 

Sannita, comandò le truppe della confederazione sannitica nella seconda che guerra che la vide contrapposta a Roma.

> Seconda Guerra sannitica e Forche Caudine


Porsenna, Lars


rif. 508 a.C.

Principe etrusco, strinse Roma d'assedio e, secondo la Leggenda, fu fermato da Orazio Coclite, prima, e Muzio Scevola, poi.

> Porsenna, O.Coclite e M.Scevola


Postumio, Aulo
rif. 496 a.c

Dittatore della repubblica romana, si distinse nella battaglia del lago Regillo.

> Dal lago Regillo al "Foedus Cassianum"


Postumio, Lucio Megello
rif. 304 a.C. 

Console, fu protagonista insieme al collega Tito Minucio della sconfitta definitiva dei sanniti nella seconda guerra che li vide contrapposti ai romani.

> Seconda Guerra sannitica e Forche Caudine


Postumio, Spurio
rif. 321 a.C. 

Console, fu protagonista in negativo, insieme all'altro console Tito Veturio Calvino, dell'episodio delle Forche Caudine. Si seppe riscattare incitando con forza il popolo di Roma a riprendere la guerra.

> Seconda Guerra sannitica e Forche Caudine


Potito, Valerio
rif. 449 a.C.

Console che, insieme al suo collega Orazio Barbato, restituì alla plebe i diritti che le erano stati negati dal regime dei decemviri, attraverso la legge "Valerio-Orazia".

> Le Leggi delle XII Tavole


Publicio, Quinto
rif. 327 a.C.

Console, guidò le truppe romane alla conquista di Palepoli, provocando di fatto la seconda guerra sannitica. 

> Seconda Guerra sannitica e Forche Caudine