PERSONAGGI - Lettera M

I nomi riportati in corsivo (italico) sono degli appellativi con cui questi personaggi venivano chiamati.
I riferimenti cronologici sono legati agli eventi che resero protagonisti questi personaggi oppure, ove presente, alla nascita e alla morte, indicate rispettivamente con "n" e "m".


Maarbale
rif. 218 a.C. - 201 a.C.

Comandante della cavalleria punica durante la campagna italiana di Annibale, fu uno dei protagonisti delle grandi battaglie avvenute sulla penisola, quali quella di Canne.
Mise in dubbio la strategia dello stesso Annibale, quando dopo la grande vittoria di Canne, esortava il suo comandante a marciare su Roma. La frase famosa che gli viene attribuita è "
Gli dei non accordano tutti i loro doni ad un solo uomo. Annibale, tu sai conquistare le vittorie, ma non le sai sfruttare".

> IIª guerra punica (218 a.c. - 201 a.c.)


Manlio, Tito Torquato
rif. 339 a.C.

Console, si distinse nella guerra contro i Latini, per aver fatto giustiziare il figlio, perché aveva contravvenuto agli ordini ricevuti, sfidando a duello un capo nemico. 

> La guerra con la Lega Latina


Marco Claudio
rif. 449 a.C.

Cliente di Appio Claudio, il capo dei decemviri, fu suo complice nella persecuzione della giovane Virginia. Fu infatti proprio lui a rivendicarla come sua schiava. 

> Appio Claudio e Virginia


Marcello, Marco Claudio
rif. 215 a.C. - 208 a.C. / m. 208 a.C.

Console, nel 215 a.C. venne chiamato ad affiancare Fabio Massimo nella ricostruzione dell'esercito Romano dopo la disfatta di Canne con cui sembrava che la seconda guerra punica dovesse risolversi definitivamente a favore di Annibale.
Il suo carattere era diverso da quello del famoso "temporeggiatore": Marcello cercava continuamente lo scontro con il suo avversario.
Già nel 222 a.C., in Gallia Cisalpina, si era distinto per le sue qualità militari riportando molte vittorie, ma il suo nome viene ricordato soprattutto per i successi ottenuti durante la guerra contro Cartagine. In particolare verà ricordato per i successi Siciliani dove si occupò della riconquista di Siracusa, ma la morte dello scienziato Archimede pose un'ombra sul suo successo.
Continuò fino al 208 a.C. le sue campagne nel sud dell'Italia contro le truppe di Annibale, quando cadde in un'imboscata mentre era al comando di un gruppo di cavalieri.

> IIª guerra punica (218 a.c. - 201 a.c.)


Mario, Caio il giovane
rif. 88 a.C. - 82 a.C. / m. 82 a.C.

Figlio del grande generale Caio Mario e di Giulia, Mario il giovane assume un ruolo da protagonista durante la fase più acuta dello scontro tra i popolari e gli ottimati, che fu anche uno scontro personale tra suo padre e Lucio Cornelio Silla.  Nell'anno 88 a.C., quando Silla marciò su Roma con le sue legioni, Mario il giovane fu dichiarato nemico pubblico e quindi costretto a rifugiarsi in Africa insieme al padre. Ma una volta che Silla fu partito per l'Asia partecipò alla reazione della fazione popolare, guidata da Caio Mario e da Lucio Cornelio Cinna.
Nell'anno 82 a.C., dopo che erano morti sia suo padre che Cinna, assunse il ruolo di console e fu chiamato a difendere Roma, e il governo popolare, dal ritorno di Silla, che nel frattempo si era liberato del problema Mitridate. Tentò di fermare le legioni di Silla a Sacriporto, presso Preneste, ma fu sconfitto; tentò di rifugiarsi a Preneste, ma lì venne catturato ed ucciso. La sua testa conficcata in un palo venne portata nell'accampamento di Silla.

> Il problema asiatico e la marcia su Roma
> La guerra civile


Massimo, Marco Valerio
rif. 304 a.c. - 298 a.c.

Console, durante la tregua tra la seconda e la terza guerra sannitica si dedicò con successo alla repressione delle ribellioni delle città etrusche

> Terza Guerra sannitica o Italica


Massinissa
rif. 204 a.c. - 149 a.c. / m. 148 a.c.

Re di Numidia, principale alleato dei Romani nella campagna d'Africa con cui si chiuse la seconda guerra punica. Nella decisiva battaglia di Zama fu a fianco di Scipione Africano, guidando una delle due ali composte dalla terribile cavalleria Numida. La sua alleanza con Roma venne costruita proprio da Scipione che sfruttò la sua rivalità con Siface, all'epoca riconosciuto come Re di Numidia. Alla morte di Siface, durante la campagna d'Africa, Massinissa assunse il ruolo di Re della Numidia, un regno che rimase alleato di Roma.
Fu proprio la conflittualità tra Massinissa e Cartagine a scatenare il terzo conflitto tra Roma e Cartagine.
Massinissa morì nel 148 a.c. durante lo svolgimento della terza guerra punica.

> IIª guerra punica (218 a.c. - 201 a.c.)
> Scipione Africano
> IIIª guerra punica (149 a.c. - 146 a.c.)


Massiva
rif. m. 109 a.C.

Rivendicò il trono di Numidia, in quel momento detenuto in modo illegittimo da Giugurta. Venne ucciso da un sicario,  mentre si trovava a Roma in attesa di un confronto con lo stesso Giugurta. Il confronto si sarebbe tenuto  di fronte al Senato, incaricato di dirimere la questione. Proprio questo omicidio, perpetrato sul suolo Romano, convinse il Senato a dichiarare guerra al sovrano africano.

> La guerra numidica e l'ascesa di Mario


Memmio, Caio
rif. 111 a.C. - 100 a.C. / m. 100 a.C.

Eletto Tribuno della Plebe nel 111 a.C., Caio Memmio intraprese una politica di dura opposizione nei confronti dell'aristocrazia senatoria, denunciando lo scandalo d'Africa. Molti senatori si erano infatti lasciati corrompere da Giugurta, che abusivamente si era nominato Re di Numidia, un regno posto sotto il protettorato di Roma. Nel 109 a.C., Caio Memmio sostenne le sue accuse anche davanti alla commissione Mamilio, incaricata di fare luce sullo scandalo. Una volta scoperto lo scandalo, il Senato Romano fu costretto a dichiarare guerra contro lo stesso Giugurta.
Negli anni successivi, Caio Memmio si avvicinò agli ottimati, partito che era espressione della stessa aristocrazia, i quali, nell'anno 100 a.C., lo candidarono al Consolato, in opposizione a Caio Servilio Glaucia, candidato del partito popolare.
Un agguato notturno mise fine alle ambizioni di Caio Memmio, il quale venne trovato ucciso davanti alla sua casa: del suo omicidio venne accusato proprio Caio Servilio Glaucia

> La guerra numidica e l'ascesa di Mario
> Saturnino, Glaucia e il partito popolare


Metello, Quinto Cecilio Numidico
rif. 109 a.C. - 100 a.C.

Fu un esponente di spicco della famiglia dei Metelli, schierata in difesa degli interessi aristocratici.
Nel 109 a.C., venne eletto Console e fu incaricato di portare avanti la guerra contro Giugurta, che si era impossessato abusivamente del regno di Numidia.
Non riuscì a concluderla, la sua politica dei "piccoli passi" aveva indispettito il popolo che, nel 107 a.C., preferì assegnare il comando al suo luogotenente Caio Mario. Un episodio che indurrà Quinto Cecilio Metello ad odiare profondamente il generale di Arpino.
In ogni caso Metello riuscì a ottenere dal Senato, in virtù dei successi militari ottenuti in Numidia, il privilegio del Trionfo e l'appellativo di Numidico.
Nel 102 a.C. venne eletto Censore e durante lo svolgimento del suo ruolo tentò di far espellere dal Senato due esponenti del partito popolare, Lucio Apuleio Saturnino e Caio Servilio Glaucia, legati da patti segreti con lo stesso Caio Mario.
Nell'anno 100 a.C. si rifiutò di osservare le leggi agrarie varate proprio da Saturnino e per questo fu condannato all'esilio, dove rimase per un paio di anni.

> La guerra numidica e l'ascesa di Mario
> Saturnino, Glaucia e il partito popolare


Milone
rif. 282 a.C. - 270 a.C.

Luogotentente di Pirro, Re dell'Epiro, partecipò al conflitto contro Roma.

> Pirro e gli elefanti


Minucio Caio
rif. 280 a.C.

Legionario romano, assunse un ruolo da protagonista nella guerra contro Pirro, e in particolare nella battaglia di Eraclea. I romani furono sconfitti, ma lui riuscì a ferire un elefante, il quale, imbizzarrito, provocò scompiglio e molte perdite tra le linee nemiche. Questo mitigò gli effetti della vittoria epirota al punto di creare il famoso detto: "una vittoria di Pirro".

> Pirro e gli elefanti


Minucio, Lucio Esquilino
rif. 458 a.C.

Console romano, venne accerchiato con il suo esercito, sul monte Algido, dagli Equi.
Fu salvato dall'intervento di Cincinnato.

> Cincinnato e gli Equi


Minucio, Marco Rufo
rif. 217 a.C. - 216 a.C.

Comandante della Cavalleria Romana a fianco del Dittatore Quinto Fabio Massimo "il temporeggiatore".
Esponente della plebe, Marco Minucio Rufo non condivideva le idee di Fabio Massimo e soprattutto non condivideva la sua strategia attendista.
Questo anomalo dualismo tra due persone che avrebbero dovuto procedere in modo affiatato verso un difficile obiettivo, diventerà un elemento di debolezza che porterà al fallimento di tutta la strategia adottata da Quinto Fabio Massimo.

> IIª guerra punica (218 a.c. - 201 a.c.)


Minucio, Tito
rif. 304 a.C. 

Console, fu protagonista insieme al collega Lucio Postumio della sconfitta definitiva dei sanniti nella seconda guerra che li vide contrapposti ai romani.
Alcuni sostengono che il vero conquistatore di Boviano, fosse Marco Fulvio che aveva sostituito Tito Minucio, morto in battaglia.

> Seconda Guerra sannitica e Forche Caudine


Mutilio, Papio
rif. 91 a.C. - 88 a.C.

Generale del popolo Sannita, fu uno dei protagonisti del "bellum sociale", la guerra fratricida che oppose Roma ai suoi alleati (socii) dell'Italia centro meridionale. Questi popoli, che rivendicavano il diritto alla cittadinanza Romana, si erano uniti in una lega organizzata come uno stato indipendente.
Quando nel 90 a.C., il Senato di Roma decise di concedere la cittadinanza a tutti quei popoli che avessero deposto le armi, solo i Sanniti continuarono la loro battaglia fino a quando furono definitivamente sconfitti nell'anno 88 a.C.

> La guerra sociale e l'ascesa di Silla