PERSONAGGI - Lettera L

I nomi riportati in corsivo (italico) sono degli appellativi con cui questi personaggi venivano chiamati.
I riferimenti cronologici sono legati agli eventi che resero protagonisti questi personaggi oppure, ove presente, alla nascita e alla morte, indicate rispettivamente con "n" e "m".


Laterano, Lucio Sestio
rif. 367 a.c.

Tribuno della plebe che, insieme al suo collega Caio Licinio Stolone, riuscì a far approvare le leggi Licinio-Sestie, con le quali ottennero l'accesso dei plebei al potere consolare. Fu proprio lui a diventare il primo console plebeo della storia di Roma.

> Le Leggi Licinio Sestie


Lelio, Caio (padre)
rif. 218 a.C. - 190 a.C

Generale, luogotenente di Scipione Africano, fu uno dei grandi protagonisti della seconda guerra punica. Prese parte alla campagna spagnola e soprattutto a quella africana al fianco del giovane Scipione. Fu protagonista nella decisiva battaglia di Zama, guidando l'ala sinistra della cavalleria Romana. Fu lui a raccontare allo scrittore Polibio le gesta del suo grande Generale e amico. Nel 190 a.C. fu console della Repubblica Romana.
Suo figlio omonimo sarà luogotenente e amico fedele di un altro Scipione: Scipione Emiliano. Questo singolare caso di omonimia crea spesso confusione nella ricostruzione storica delle vicende di Caio Lelio padre.

> IIª guerra punica (218 a.C. - 201 a.C.)


Lelio, Caio il saggio (figlio)
rif. 149 a.C. - 140 a.C

Figlio omonimo del luogotenente di Scipione Africano, fu a sua volta luogotenente di Scipione Emiliano durante la IIIa guerra punica che portò alla distruzione di Cartagine. Era uno dei membri più in vista del "circolo degli scipioni",, particolarmente apprezzato per le sue grandi capacità oratorie e per la sua cultura superiore. Durante il suo consolato, nel 140 a.C., presentò una legge agraria che anticipava quella che alcuni anni più tardi venne promulgata da Tiberio Gracco; la ritirò a causa della forte opposizione senatoria. Dopo l'uccisione di Tiberio Sempronio Gracco, Caio Lelio fu coinvolto nella persecuzione degli esponenti gracchiani.

> IIIª guerra punica (146 a.C. - 141 a.C.)


Lepido, Marco Emilio (il ribelle)
rif. 78 a.C. - 77 a.C / m. 77 a.C.

Marco Emilio Lepido fu un uomo politico particolarmente ambizioso al punto che, arrivato all'apice della sua carriera pubblica con l'elezione al consolato, guidò una ribellione che scosse a fondo la Repubblica e le sue istituzioni.
Iniziò la sua carriera politica a fianco di Mario e si avvicinò alle posizioni radicali del tribuno Lucio Apuleio Saturnino, di cui sposò anche la figlia Apuleia. Nonostante ciò, partecipò insieme a Mario alla repressione del movimento di Saturnino, repressione che provocò la morte di suo suocero. Durante le guerre civili si schierò con Mario e con Cinna, ma quando Silla riprese il controllo del potere, cambiò repentinamente schieramento e approfittò anche delle proscrizioni.
Nel 78 a.C., nel periodo post-sillano fu eletto console insieme a Quinto Lutazio Catulo. Come console, Lepido diede il via ad una politica demagogica e antiaristocratica che fomentò una forte ribellione in Etruria. Il Senato dichiarò lo stato di emergenza ed invio lo stesso Lepido, insieme all'altro console, a reprimere la ribellione. Inizialmente Lepido accettò l'incarico, ma successivamente si pose addirittura a capo della rivolta stessa, diventando nemico pubblico di Roma. Quinto Lutazio Catulo e Cneo Pompeo Magno furono incaricati di reprimere la ribellione: il primo bloccò il tentativo di Lepido di invadere Roma, il secondo lo affrontò e lo sconfisse nella Maremma.
Era il 77 a.C., quando Lepido, insieme ad un gruppo di fedelissimi, si imbarcò per la Sardegna. Deluso dall'ostilità delle città dell'isola, che si rifiutarono di dargli riparo, si ammalò gravemente e in conseguenza della malattia morì dopo pochi giorni.

> Il tentativo di Lepido


Levino, Publio Valerio
rif. 280 a.c.

Console, fu alla guida dell'esercito romano nella prima battaglia contro Pirro, Re dell'Epiro. Fu sconfitto soprattutto per l'incapacità dei soldati romani di contrastare un'arma allora sconosciuta: gli elefanti.
Insieme all'altro console, Tiberio Coruncanio, riuscì ad impedire che Pirro arrivasse a Roma.

> Pirro e gli elefanti


Licinio, Caio
rif. 494 a.c.

Insieme a Lucio Albinio fu il primo "tribuno della plebe".

> La plebe sul Monte Sacro


Licinio, Caio Stolone
rif. 367 a.c.

Tribuno della plebe che, insieme al suo collega Lucio Sestio Laterano, riuscì a far approvare le leggi Licinio-Sestie, con le quali ottennero l'accesso dei plebei al potere consolare.

> Le Leggi Licinio Sestie


Lucio Siccio (Dentato)
rif. 450 a.c.

Virtuoso plebeo ed eroe militare, venne ucciso vigliaccamente dagli sgherri dell'arrogante patrizio Appio Claudio, capo dei decemviri, al quale si era opposto con fermezza. 

> Appio Claudio e Virginia


Lucio Virginio
rif. 450 a.c.

Centurione romano che aveva combattuto con le truppe di Cincinnato. Fu coinvolto nel triste episodio di Appio Claudio e Virginia, essendo il padre della sfortunata ragazza.

> Appio Claudio e Virginia