PERSONAGGI - Lettera G

I nomi riportati in corsivo (italico) sono degli appellativi con cui questi personaggi venivano chiamati.
I riferimenti cronologici sono legati agli eventi che resero protagonisti questi personaggi oppure, ove presente, alla nascita e alla morte, indicate rispettivamente con "n" e "m".


Giulia (moglie di Caio Mario)
rif. 107 a.C.

Esponente della famiglia Giulio Claudia, sposò in giovanissima età il generale Caio Mario molto più grande di lei. Fu un matrimonio combinato che conferiva prestigio a Mario, fondamentalmente un homo novus, e vantaggi economici alla famiglia di Giulia. Eppure fu un matrimonio caratterizzato da grande amore e rispetto e che comunque durò fino alla morte dello stesso Mario. Giulia era la figlia di un senatore Romano, un Caio Giulio Cesare, sorella di un altro Caio Giulio Cesare e sopratutto zia di un Caio Giulio Cesare destinato a diventare particolarmente famoso nella storia di Roma. Alla sua morte, proprio suo nipote la volle commemorare con una cerimonia in cui esaltò anche la figura Caio Mario, dopo che la stessa era stata rimossa completamente con la dittatura di Lucio Cornelio Silla. Con questa particolare commemorazione Cesare si schierava apertamente con la fazione popolare.

> La guerra numidica e l'ascesa di Mario


Glaucia, Caio Servilio
rif. 101 a.C. - 100 a.C. / m. 100 a.C.

Esponente del partito popolare collaborò con Lucio Apuleio Saturnino, portando avanti un programma legislativo che intaccava gli interessi dell'aristocrazia. Insieme a Saturnino aveva stretto delle relazioni con Caio Mario, che lo giudicava un ottimo legislatore e da lui ottenne l'appoggio necessario per essere eletto come Tribuno della Plebe, nel 101 a.C., e Pretore, nell'anno successivo.
In quell'anno si candidò, infrangendo le regole costituzionali, al consolato, ma contro di lui l'aristocrazia candidò Caio Memmio, un personaggio che godeva di grande prestigio tra i cittadini di Roma.
Caio Memmio fu trovato morto di fronte a casa sua e del suo omicidio venne accusato lo stesso Glaucia, il quale si rese irreperibile. Nei disordini che seguirono, repressi dal Console Caio Mario, trovarono la morte Saturnino e gli altri esponenti del partito popolare.
Per sfuggire alla cattura e alla condanna, Caio Servilio Glaucia preferì togliersi la vita.

> Saturnino, Glaucia e il partito popolare


Gneo Egnazio
rif. 298 a.C. / m. 296 a.C.

Comandante Sannita, coalizzò Etruschi, Umbri, Galli Senoni, contro Roma, nella terza guerra sannitica.

> Terza Guerra sannitica o Italica


Giugurta
rif. 118 a.C. - 105 a.C. / m. 105 a.C.

Re di Numidia, titolo abusivo secondo Roma, essendo stato acquisito attraverso l'eliminazione fisica dei due figli legittimi di Micipsa, a sua volta figlio di Massinissa. In gioventù Giugurta aveva militato nell'esercito Romano, partecipando, in qualità di legato, alla campagna di Spagna, condotta da Scipione Emiliano.
Una volta salito sul trono corruppe molti notabili Romani garantendosi un periodo di tranquillità, ma poi l'azione del Tribuno della Plebe Caio Memmio, costrinse il Senato di Roma a dichiarare guerra alla Numidia.
La guerra, iniziata nel 109 a.C., fu condotta inizialmente da Quinto Cecilio Metello ma poi passò sotto la guida di Caio Mario. La fine di Giugurta venne comunque decisa da un tradimento, quello del Re Bocco di Mauritania, suocero dello stesso Giugurta. Le trattative con Bocco vennero condotte da Lucio Cornelio Silla. Così nel 105 a.C. Giugurta fu portato a Roma e costretto a sfilare in catene nel corteo trionfale guidato da Caio Mario. Il Re vinto venne lasciato morire in una buca del carcere Mamertino.

> La guerra numidica e l'ascesa di Mario


Giulio Proculo
rif. 753 a.C. - 716 a.C.

Patrizio, amico fedele del Re Romolo, confermò l'episodio della morte misteriosa del primo Re di Roma.

> Romolo