PERSONAGGI - Lettera F

I nomi riportati in corsivo (italico) sono degli appellativi con cui questi personaggi venivano chiamati.
I riferimenti cronologici sono legati agli eventi che resero protagonisti questi personaggi oppure, ove presente, alla nascita e alla morte, indicate rispettivamente con "n" e "m".


Fabio, Quinto Massimo, Rulliano
rif. 233 a.C. - 217 a.C.

Come Comandante della Cavalleria, salì alla ribalta per un episodio di insubordinazione nei confronti del dittatore Lucio Papirio Cursore; venne perdonato per intercessione del popolo. Come Console, diventò protagonista della terza guerra sannitica, vincendo la decisiva battaglia di Sentino. 

> Seconda Guerra sannitica e Forche Caudine
> Terza Guerra sannitica o Italica


Fabio, Quinto Massimo, Cuntactor
rif. 217 a.C. - 203 a.C. / m. 203 a.C.

Console e dittatore fu uno dei protagonisti più discussi della seconda guerra punica. Il suo nomignolo particolare, Cuntactor (il temporeggiatore), fu appunto una conseguenza della sua strategia di opposizione ad Annibale. Fabio Massimo riteneva infatti che il tempo avrebbe giocato a favore di Roma, logorando invece le truppe Cartaginesi. Osteggiava quindi ogni strategia che prevedesse lo scontro diretto con il comandante punico.
Aristocratico convinto venne nominato dittatore all'indomani della disfatta avvenuta sulle sponde del Trasimeno e iniziò a mettere in pratica contro le truppe annibaliche il suo particolare atteggiamento, marcandole da vicino e senza mai attaccarle, nel loro percorso nel sud dell'Italia.
La plebe che non poteva vederlo cominciò a beffeggiarlo, così che alla fine del suo mandato venne sostituito da consoli più vivaci che cercarono subito lo scontro con Annibale, trovando l'ennesima disfatta presso Canne.
In conseguenza di ciò Fabio Massimo venne richiamato per gestire il momento più delicato per i destini di Roma e per tre anni consecutivi venne nominato Console. Nel 209 a.C. riconquistò la città di Taranto.
Il suo atteggiamento lo pose in contrasto anche con il giovane Scipione e con la sua intenzione di portare la guerra in Africa. Conservò fino alla morte, nel 203 a.C., la sua tenace ostilità nei confronti del giovane comandante Romano che appena due anni dopo avrebbe sconfitto definitivamente Annibale nella pianura di Zama.

> IIª guerra punica (218 a.c. - 201 a.c.)


Faustolo
rif. 753 a.C.

Pastore, secondo alcune versioni della Leggenda sulla nascita di Roma, fu colui che ritrovò i gemelli Romolo e Remo, sul greto del Tevere e li portò alla moglie Acca Larentia.

> La Leggenda sulla nascita di Roma


Filone, Quinto Publilio
rif. 309 a.C.

Console, comandò una parte delle truppe alla conquista della città di Lucera, nella seconda guerra sannitica. 

> Seconda Guerra sannitica e Forche Caudine


Fimbria, Caio Flavio
rif. m. 85 a.C.

Caio Flavio Fimbria, era il legato di Lucio Valerio Flacco, quando lo stesso venne inviato in Asia, a capo di 5 legioni, per destituire Lucio Cornelio Silla e per assumere il comando della guerra contro Mitridate. Ma di fronte alla possibilità di uno scontro con Silla e spaventato dalla diserzione delle sue avanguardie, Flacco rinunciò al suo incarico. Fimbria, da sempre filomariano, non volle accettare la scelta del suo comandante e guidò un ammutinamento concluso con l'uccisione dello stesso Lucio Valerio Flacco. Quindi, alla testa di due legioni, Fimbria si pose all'inseguimento dell'esercito di Mitridate, mettendolo in seria difficoltà. Dopo averne sconfitto il figlio, nella battaglia di Miletopoli, il legato di Roma si mise in marcia verso Pergamo, dove si trovava il Re del Ponto. Per paradosso proprio Silla venne in soccorso del monarca asiatico, firmando con lui un trattato di pace. Eliminato il problema Mitridate, Silla diresse le sue attenzioni contro Fimbria; di fronte all'assalto delle forti legioni sillane, le legioni comandate da Fimbria si arresero senza combattere. Rimasto solo, il giovane legato preferì suicidarsi secondo l'usanza Romana e cioè gettando il suo corpo sopra la spada.

> Iª guerra mitridatica


Flacco, Lucio Valerio
rif. 86 a.C. - 85 a.C. / m. 85 a.C.

Lucio Valerio Flacco era un esponente della fazione popolare che diventò un protagonista della storia di Roma quando i popolari acquisirono il controllo assoluto del potere a Roma, sottraendolo agli ottimati. Flacco diventò console nell'anno 86 a.C., in sostituzione del grande generale Caio Mario, morto di polmonite.  Appena nominato console venne inviato in Grecia, al comando di 5 legioni, per destituire Lucio Cornelio Silla e assumere il comando della guerra contro Mitridate. Ma Silla non era disposto a subire il provvedimento preso da un governo che lui riteneva illegittimo e forte delle sue legioni andò incontro al suo avversario. I due eserciti romani presenti in Asia si incontrarono presso Mitilea, nell'anno 85 a.C., ma di fronte alla diserzione delle sue avanguardie, Lucio Valerio Flacco rinunciò al suo incarico lasciando campo libero a Silla e al suo esercito. Un suo luogotenente Caio Flavio Fimbria, un deciso filomariano, si ribellò alla decisione presa dal suo comandante e lo uccise, assumendo contestualmente il comando delle sue legioni. 

> Il problema asiatico e la marcia su Roma
> Iª guerra mitridatica


Flaminino, Tito Quinzio
rif. 198 a.C. - 189 a.C.

Console di Roma di stampo progressista fu vicino a Scipione l'Africano e con lui condivise molte idee e anche un filoellenismo inviso ai conservatori quali Marco Porcio Catone. Nel 198 a.C. alla giovane età di 30 anni venne nominato console per risolvere il conflitto contro Filippo V di Macedonia, rispondendo in questo modo alle invocazioni di aiuto di alcune città della Grecia che chiedevano di essere poste sotto il protettorato Romano.
Le truppe macedoni furono sbaragliate nel 197 a.c. a Cinofecale (Tessaglia),  da una spedizione militare guidata proprio da Flaminino che con questo atto pose la Grecia sotto la protezione Romana. Il suo comando venne prorogato per altri due anni per difendere il nuovo protettorato Romano dai pericoli che venivano da Antioco III di Siria. Nel 189 a.C. venne eletto Censore, l'ultimo atto significativo della sua carriera politica.

> Roma alla conquista dell'Oriente


Flaminio, Caio Nepote
rif. 232 a.C. - 217 a.C. / m. 217 a.C.

Console di Roma ed esponente democratico, fu un protagonista della seconda guerra punica. Nel 217 a.C. perse la vita nella terribile battaglia del Trasimeno, dove Annibale dimostrò tutta la sua superiorità strategica attirando le truppe Romane in una trappola che non lasciava scampo. Caio Flaminio, morì combattendo, anche se il suo corpo non venne mai ritrovato.
Prima di questo triste epilogo, Caio Flaminio si era affermato come esponente di spicco della politica Romana, con posizioni anche molto radicali che lo misero in contrasto con il Senato. Nel 232 a.C., eletto Tribuno della Plebe fece approvare una legge che distribuiva al popolo parte delle territorio strappato ai Galli.
Nel 223 a.C. come Console aveva sconfitto i Galli respingendoli oltre il Po.
Da Censore aveva fatto costruire il Circo Flaminio e aveva dato il via alla costruzione della via Flaminia che collegava Roma con Rimini.

> IIª guerra punica (218 a.c. - 201 a.c.)


Fulvio, Cneo
rif. 298 a.C. - 290 a.C.

Console, fu lui, insieme al suo collega Lucio Cornelio Scupione, ad aprire le operazioni della terza guerra sannitica. Conquistò Boviano e si meritò il trionfo.

> Terza Guerra sannitica o Italica


Fulvio, Marco
rif. 304 a.C.

Alcuni storici gli attribuiscono la conquista di Boviano, che determinò la sconfitta definitiva dei sanniti nella seconda guerra che li vide contrapposti ai romani.
Secondo questi storici Marco Fulvio aveva sostituito il console Tito Minucio morto in battaglia.

> Seconda Guerra sannitica e Forche Caudine