PERSONAGGI - Lettera D

I nomi riportati in corsivo (italico) sono degli appellativi con cui questi personaggi venivano chiamati.
I riferimenti cronologici sono legati agli eventi che resero protagonisti questi personaggi oppure, ove presente, alla nascita e alla morte, indicate rispettivamente con "n" e "m".


Decio, Publio Mure (padre)
rif. m. 339 a.C. 

Prima Tribuno militare e poi Console, si distinse nella guerra contro i Latini, per essersi immolato, affrontando da solo il nemico, allo scopo di ingraziarsi gli déi e far vincere Roma.

> La guerra con la Lega Latina


Decio, Publio Mure (figlio)
rif. m .295 a.C. 

Console, fu protagonista della terza guerra sannitica, immolandosi, come il padre, nella battaglia decisiva: la battaglia di Sentino.
Di fronte alle difficoltà della battaglia comprese che il destino della sua famiglia era quello di sacrificarsi per ingraziarsi gli déi e far vincere Roma.

> Terza Guerra sannitica o Italica


Dentato, Manio Curio
rif. 272 a.C.

Console, già protagonista della guerra contro i sanniti, sconfisse definitivamente Pirro, Re dell'Epiro, nella battaglia di Malevento, che da quel momento si chiamò Benevento.
Diventato censore diede il via alla costruzione di un acquedotto.

> Pirro e gli elefanti


Druso, Marco Livio (padre)
rif. 122 a.C. - 121 a.C.

Marco Livio Druso fu il maggiore oppositore di Caio Sempronio Gracco e con la sua azione ne provocò la sconfitta politica e indirettamente la morte. Come Tribuno della Plebe, eletto nel 122 a.C., Marco Livio Druso fece approvare una serie di provvedimenti di carattere popolare che gli fecero accattivare le simpatie del popolo, sfruttando le stesse per mettere in cattiva luce proprio Caio Gracco. Soprattutto osteggiava la sua volontà di concedere la cittadinanza agli italici. La sua azione provocò l'effetto sperato e Caio Gracco fu sconfitto nelle elezioni al tribunato del 121 a.C.. La sua sconfitta lo espose alla dura reazione degli aristocratici.
Marco Livio Druso invece fu ricompensato dagli aristocratici che lo sostennero nella sua carriera politica che lo portò al consolato, nel 112 a.C. e alla censura, nel 109 a.C..

> Caio Sempronio Gracco e lo scontro con il Senato


Druso, Marco Livio (figlio)
rif. m. 91 a.C.

Marco Livio Druso passa alla storia come l'uomo che tentò con le sue azioni di evitare il "bellum sociale", la guerra fratricida che oppose Roma ai suoi alleati italici (socii). Druso infatti in qualità di Tribuno della Plebe tentò di far approvare il provvedimento che concedeva la cittadinanza ai popoli dell'Italia centro-meridionale che si erano riuniti in una lega con caratteristiche di stato indipendente.
Marco Livio Druso, come suo padre che era stato il maggior oppositore di Caio Gracco, cominciò la sua carriera politica sostenuto dall'aristocrazia senatoria, ma una volta divenuto Tribuno della Plebe ebbe una conversione radicale, proponendo delle leggi di chiara matrice popolare. Forse si può spiegare questa conversione ipotizzando che la sua fame di potere lo portasse a muoversi con l'obiettivo di crearsi una vasta clientela personale. E di questo fu proprio accusato mentre tentava di far approvare la legge che concedeva la cittadinanza agli italici. Sembra proprio che i popoli riuniti nella lega italica gli avessero giurato fedeltà eterna, in cambio della sua azione politica in loro favore.
Quando Livio Druso sembrava essere in procinto di far approvare la sua controversa legge, venne ucciso nel Foro Romano, colpito con un coltello da un sicario rimasto sconosciuto.
Quando la notizia della sua morte giunse alle popolazioni delle lega italica, le stesse decisero di rompere gli indugi, dichiarando guerra a Roma.

> La guerra sociale e l'ascesa di Silla


Duilio, Caio
rif. 260 a.C.

Console, condusse la flotta romana, nella prima grande battaglia navale della sua storia. Fu anche la prima vittoria e venne ottenuta a scapito dei Cartaginesi, nelle acque di Milazzo.

> Iª guerra punica (264 a.c. - 241 a.c.)