PERSONAGGI - Lettera A

I nomi riportati in corsivo (italico) sono degli appellativi con cui questi personaggi venivano chiamati.
I riferimenti cronologici sono legati agli eventi che resero protagonisti questi personaggi oppure, ove presente, alla nascita e alla morte, indicate rispettivamente con "n" e "m".


Acca Larentia
rif. 753 a.c.

Secondo alcune versioni della Leggenda sulla nascita di Roma, fu colei che allevò i gemelli Romolo e Remo.

> La Leggenda sulla nascita di Roma


Agrippa, Menenio
rif. 508 a.c.

Console Romano, che, sul Monte Sacro, trattò con i plebei secessionisti.

> La plebe sul Monte Sacro


Albinio, Lucio
rif. 494 a.c.

Insieme a Caio Licinio fu il primo "tribuno della plebe"

> La plebe sul Monte Sacro


Amilcare Barca
rif. n. 270 a.C. - m. 228 a.C.

Generale Cartaginese, padre di Annibale, deve il suo nomignolo (Barca - il fulmine) alle sue capacità militari. Nel 247 a.C., nel pieno svolgimento della prima guerra punica, divenne comandante delle truppe Cartaginesi in Sicilia. Nel 241 aC., dovette arrendersi alla superiorità Romani e anche all'ostracismo degli esponenti dell'oligarchia Cartaginese che gli rifiutavano l'appoggio essendo lui un esponente del partito popolare. Cartagine sconfitta fu costretta a subire pesanti condizioni di pace.
Tornato in patria dovette affrontare una pesante rivolta delle truppe mercenarie, che avevano servito nell'esercito Cartaginese durante la prima guerra punica. La rivolta durò 3 anni e si risolse nel 238 a.C. a favore di Cartagine soprattutto grazie all'abilità di Amilcare.
Nonostante la sua popolarità, Amilcare fu costretto a subire la dura opposizione del suo grande nemico: il conservatore Annone. E così nel 237 a.C. fu costretto a fuggire, insieme al cognato Adrubale Maior e a suo figlio Annibale, in Iberia, dove riuscirà ad espandere i possedimenti Cartaginesi contribuendo in questo modo a risollevare le sorti della sua madre patria e a ricostruire l'esercito punico preparandolo ad una nuova guerra con Roma.
Nel 229 a.c. Amilcare trovò la morte a seguito di un'imboscata di ribelli Iberici: costretto a fuggire annegò mentre tentava di guadare un fiume con il suo cavallo. Ad Amilcare, nel controllo del territorio Iberico, successe suo cognato, Asdrubale il Bello.
La sua sete di vendetta nei confronti di Roma si trasferì in suo figlio Annibale il quale diventerà il protagonista della seconda guerra punica.

> Iª guerra punica (264 a.c. - 241 a.c.)
> Una pace difficile


Asdrubale Barca
rif. 218 a.C. / n. 245 a.C. - m. 207 a.C.

Generale Cartaginese, figlio di Amilcare e fratello di Annibale. Quando suo fratello nel 218 a.C. lasciò la Spagna per portare la guerra nella penisola Italica, Asdrubale assunse il comando delle truppe Cartaginese nei possedimenti Iberici. Qui diede prova di grandi capacità militari difendendo il suolo Iberico dai continui attacchi portati dalle truppe Romane. Si scontrò con due illustri rappresentanti della famiglia degli Scipioni: i fratelli Gneo e Publio Scipione che proprio in Iberia trovarono la loro morte. Con l'arrivo del giovane Publio Cornelio Scipione, nominato comandante delle forze Romane in Spagna. la situazione per Asdrubale cominciò a peggiorare e nel 208 a.C., quando ormai la penisola Iberica era tornata sotto il controllo di Roma, decise di raggiungere il fratello in Italia. Al comando di 30000 uomini ripeté l'impresa del suo più illustre fratello, varcando le Alpi e approdando sul suolo italico.
Non riuscì mai a ricongiungersi con il fratello; nel 207 a.C. sul Metauro venne fermato dai consoli Claudio Nerone e Marco Livio Salinatore. La sua testa mozzata venne gettata nell'accampamento di Annibale.

> IIª guerra punica (218 a.C. - 201 a.C.)


Asdrubale Maior, il Bello
rif. 228 a.C. / n. 270 a.C. - m. 221 a.C.

Generale Cartaginese, nel 228 a.C. assunse il comando delle forze Cartaginesi in Spagna a causa della morte di Amilcare Barca di cui era cognato. Riuscì ad estendere i possedimenti Sapganoli e ad essere riconosciuto come capo indiscusso di una federazione di popoli Iberici, un rapporto consolidato anche con un matrimonio con la figlia di un importante Re locale. In Spagna aveva fondato anche una capitale dal nome suggestivo: Nuova Cartagine (oggi Cartagena).
Venne ucciso nel 221 a.C., per motivi privati, da un indigeno penetrato di notte nel suo palazzo.
Con la sua morte il comando passerà nelle mani del giovane Annibale, di 26 anni, suo nipote e figlio di Amilcare Barca.

> Una pace difficile