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Del tempio non è rimasto nulla ma ne conosciamo la forma grazie alla Forma Urbis, la monumentale pianta di Roma (scala 1:246) realizzata sotto Settimio Severo tra il 203 e il 211 d.C.: era situato al centro di una grande terrazza rettangolare (metri 180 x 200 circa), probabilmente circondata da un portico e con giardini al suo interno; tale terrazza era stata realizzata in parte con un terrapieno trattenuto da muraglioni perimetrale di cui rimangono molti resti sui lati orientale e occidentale; quello sul lato orientale, lungo l’attuale via Claudia, si presenta in opera laterizia a grandi nicchie, alternativamente semicircolari e rettangolari che avevano al loro interno fontane alimentate da condutture dell’acquedotto Neroniano; i muraglioni presenti sul lato occidentale formavano la fronte del complesso al cui centro era sistemata una scalinata monumentale d’accesso, di cui rimane, presso la chiesa dei SS. Giovanni e Paolo, un tratto con due ordini di otto arcate, in blocchi bugnati in travertino. Alle arcate, inquadrate da lesene con capitelli dorici e sormontate da un grande architrave, fanno capo nei due piani ambienti con pareti in laterizio, coperti a volta e collegati tra loro e appoggiati a un muri dietro al quale sono due corridoi paralleli. Degli altri due lati non rimane ormai più nulla salvo un rudere sul lato settentrionale (dal lato del Colosseo), probabilmente riguardante una struttura a ripiani di un accesso secondario. |