PALATINO


15. Casa di Augusto
16. Capanne Romulee
17. Strutture in laterizio
18. Mura arcaiche
19. Scalae Caci
20. Tempio di Magna Mater
21. Auguratorium
22. Ambienti in laterizio
23. Cisterne
24. Casa di Livia
25. Vasca
26. Aula Isiaca
27. Casa dei Grifi
28. Costruzioni in laterizio
29. Chiesa di S. Bonaventura
30. Tempio del Sole
31. Chiesa di S. Sebastiano
32. Pentapylum
33. Arco
34. Basamento di tempio
35. Criptoportico Neroniano
36. Domus Tiberiana
37. Atrium Gai
38. Clivo della Vittoria
39. Botteghe
40. Clivo Palatino
41. Via Nova
42. Casa di M. Emilio Scauro
43. Porticus Margaritaria
44. Via Sacra
45. Fondazioni di età neroniana
46. Arco di Tito
47. Basamento
48. Terme di Elagabalo
M. Museo Palatino
1. Ingresso via di S. Gregorio
2. Acquedotto Claudio
3. Settizodio
4. Arcate Severiane
5. Terme Severiane
6. Terme di Massenzio
7. Stadio
8. Domus Augustana
9. Esedra colonnata
10. "Bagni di Livia"
11. Pedagogio
12. Schola Praeconum
13. Domus Flavia
14. Tempio di Apollo

Regione augustea: X Palatium
(Rione X Campitelli - Circoscrizione: I)

Il Palatino è uno dei sette colli di Roma. Secondo la leggenda, nel 753 avanti Cristo, Romolo fece un solco profondo intorno al Palatino e per tre volte alzò il suo aratro per l’ubicazione delle porte della città: così nacque Roma.
Questa la legenda. Che non deve distare molto dalla realtà: posto al centro del semicerchio di colline che si protendono verso il Tevere, e a una cinquantina di metri sul livello del mare, vicino al fiume e al suo guado a valle dell’Isola Tiberina e isolato su tutti i lati tranne quello settentrionale dove era unito all’Esquilino dalla Velia, il Palatino era il luogo più adatto per la creazione di un insediamento da dove potesse essere controllata l’area sottostante del Foro Boario.
L’occupazione stabile del colle è testimoniata dai resti di un villaggio datato alla prima età del ferro (IX-VIII secolo a.C.) situato sulla sommità del Cermalus, il luogo dove la tradizione poneva l’abitazione di Romolo (Casa Romuli), e in accordo con la tradizione cronologica varroniana che fissava la fondazione di Roma, sul Palatino, sedici generazioni dopo la guerra di Troia, cioè nel 754-753 a.C. Il giorno della fondazione (il 21 aprile) era quello della festa per l’antico culto di Pales (divinità italica dei greggi e dei pastori) che avrebbe dato origine al nome del colle, il Palatium appunto.

Fin dall’età arcaica il Palatino su il luogo preferito per le ricche dimore dei notabili della città: nella tarda età repubblicana vi abitarono Marco Emilio Scauro, Crasso, Cicerone, il triumviro Marco Antonio e infine Augusto; la scelta fatta da quest’ultimo venne seguita dai suoi successori che fecero costruire, nel corso della prima età imperiale, una serie di palazzi che trasformò il Palatino in un unico grande complesso: la fastosa residenza imperiale che finì con l’essere designata col nome stesso del colle, diventando così il "Palazzo" per eccellenza.
Decaduto dopo che la corte venne trasferita fuori Roma (fine del III secolo e inizio del IV), il Palatino fu sede di re goti (come Teodorico) e di esarchi bizantini, poi anche di papi e imperatori del Sacro Romano Impero, fino a Ottone III. In seguito giunse il completo abbandono e il riuso con l’inserimento sul colle di chiese, conventi, case, torri e fortezze (da ricordare quella dei Frangipane), abbandono interrotto nel 1542 quando gran parte del colle venne trasformata, per ordine del cardinale Alessandro Farnese nella grandiosa villa degli Orti Farnesiani, giunta parzialmente fino ad oggi.


Il Palatino nel plastico di Paul-Bigot: vi si vede il Tempio della Magna Mater (in secondo piano a sinistra) e il Tempio di Apollo costruito da Augusto (al centro).