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ONORIO 393 - 423

Costantinopoli 384
Flavius

Imperatore romano d'Occidente (393-423). Figlio secondogenito di Teodosio, che nel 393 lo insignì del titolo di augusto, alla sua morte ebbe il governo della parte occidentale dell'Impero sotto la tutela del generale vandalo Stilicone (395).

Debole e irresoluto di carattere, non seppe durante il suo lungo regno governare in modo deciso ed energico come richiedevano le circostanze. Durante i primi anni il governo rimase praticamente nelle mani di Stilicone, che si adoperò strenuamente per la difesa dell'Impero contro le invasioni barbariche e le rivolte interne, nonostante i profondi contrasti con la corte di Bisanzio (dove regnava il fratello di Onorio, Arcadio), che spesso fomentò le une e le altre.

Poté cosi reprimere la rivolta di Gildone in Africa (398) e sconfiggere a Pollenza (402) e a Verona (403) i Visigoti di Alarico, costringendoli a ripassare le Alpi. Nel 404 Onorio che sotto la minaccia dell'invasione aveva trasferito da Milano a Ravenna la capitale, celebrò a Roma il trionfo ed emanò in questa occasione una serie di provvedimenti contro il paganesimo (abolì, tra l'altro, i giochi gladiatori).

L'anno dopo Stilicone riuscì a respingere a Fiesole le orde barbare di Radagaiso ma, per procurarsi le truppe necessarie, dovette sguarnire le Gallie, che divennero quindi preda dei Barbari e di vari usurpatori, fra i quali Costantino.

Poco dopo, sobillato dai cortigiani gelosi dei successi e del potere del generale vandalo, Onorio che ne aveva sposato successivamente le figlie Maria e Termanzia, lo fece uccidere (408). Ma, appena scomparso Stilicone, Alarico riprese l'avanzata e, nell'agosto 410, prese e saccheggiò Roma, proclamando imperatore Prisco Attalo e facendo prigioniera la sorella di Onorio, Galla Placidia.

Tuttavia il generale Flavio Costanzo riuscì ad abbattere gli usurpatori Costantino in Gallia (411) ed Eracliano in Africa (413) e a costringere il re dei Visigoti Ataulfo, che era succeduto ad Alarico e aveva sposato Galla Placidia, a sgomberare la Gallia.

Insignito allora del titolo di «patrizio», e ottenuta in sposa, alla morte di Ataulfo, Galla Placidia, Costanzo fu infine nominato «augusto» (421). Ma la sua morte, avvenuta nello stesso anno, aggravò la crisi politica e militare che Onorio, chiuso in Ravenna, non riuscì più a padroneggiare.