LA VILLA DEI MISTERI
Certamente l'edificio più celebre e ricordato da tutti, posto un po' fuori
dall'area archeologica, è la Villa dei Misteri. Collocata su un
terrapieno contenuto da solide mura e da un criptoportico, fu eretta alla metà
del III secolo a.C. e subì in seguito rifacimenti, aggiunte e sopraele Nell'età imperiale, pur
continuando a sussistere tutti i tipi precedenti, il rinnovamentodell'organismo
tradizionale della casa italica-romana ed ellenistico-romana, sia nella pianta
che nell'alzato, giunge alle sue estreme conseguenze.Vi concorrono il
decadimento delle famiglie patrizie ed il progressivo livellamento economico
della popolazione, il più accentuato urbanesimo e la conseguente mancanza di
spazio e l'alto costo delle aree fabbricabili. Abbandonato così decisamente
qualsiasi legame con gli schemi tradizionali e adottato su larga scala il
principio dello sviluppo verticale nasce ora la casa romana vera e propria (fine
I- II sec. a.C.). Essa è caratterizzata dal tipo di abitazione intensivavazioni
che la trasformarono da villa suburbana in villa patrizia; dopo il terremoto del
62 d.C. fu ridotta a villa rustica e a masseria. A pianta pressoché quadrata,
ampia e articolata, la villa comprende un quartiere d'alloggio che si svolge
intorno all'atrio tuscanico e al tablino, e un quartiere rustico.
, e
quindi da un accentuato sviluppo di piani, e dall'importanza che viene ad
assumere il cortile, grande e spesso porticato, talvolta anche con tabernae
e botteghe artigiane, che, oltre a servire di areazione e di illuminazione,
diviene l'organo di raccordo di tutti gli elementi della casa. Questa, costruita
per intero in muratura, con pareti di notevole spessore e facciate in cortina
laterizia non intonacata, si innalza per quattro o cinque piani fino a superare
i 15 metri di altezza con numerosi appartamenti che un largo uso di scale in
muratura rende il più possibile indipendenti fra loro.
Ogni appartamento
raggruppa da tre a cinque stanze, coperte a vòlta nei primi due piani, con
travature di legno e soffitto a incannucciata in quelli superiori, e senza
particolari caratteristiche strutturali nell'interno. Le finesre sono numerose e
grandi, disposte piuttosto simmetricamente e spesso suddivise in bifore e
trifore; frequente, specialmente al primo piano, la presenza di ballatoi e
balconi lignei o in muratura; e non rare le terrazze agli ultimi piani. Ma la
copertura terminale è comunemente a solaio e tetto con tegole e coppi.
Naturalmente, numerose sono le varianti, ad esempio i pianterreni con
tabernae aperte sulla strada oppure con portici a pilastri o con veri e
propri appartamenti, e i grandi palazzi signorili a cortile porticato.
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(Presentazione Powerpoint)