Con questo unico termine i Romani definivano tutto ciò che serviva
all'arredamento e che si riduceva in genere ai letti, ai sedili,
alle tavole e agli armadi, oltre naturalmente a tutto ciò che
serviva ad ornare la casa come quadri, baldacchini, tende; velaria,
e altro. Sebbene quasi priva di mobili, la casa romana era fornita
di vari tipi di letto: per dormire; lectus cubicularis,
per studiare; lectus lucubratorius, per pranzare; lectus
tricliniaris, su cui venivano messi materassi; culcitae,
e cuscini; cervicalia, pulvini. Il letto era praticamente
l'unico vero mobile buono per tutti gli usi. I ricchi
avevano letti di legno prezioso o in bronzo, intarsiati
d'avorio, di tartaruga oppure di legni diversi che davano
effetti cangianti simili a quelli delle piume del
pavone; i poveri avevano letti in muratura addossati
alla parete e coperti da un pagliericcio.
Esistevano letti ad uno, due e tre posti per
i banchetti e durante l'impero chi voleva
ostentare un lusso particolare ne ordinava a sei posti.
I sedili erano di tre tipi: scamnum o subsellium, semplici
sgabelli a quattro gambe, la sella senza spalliera, ma co
n
i braccioli e la cathedra con una spalliera lunga ed arcuata,
destinata generalmente alle donne o a maestri e sacerdoti.
Il seggiolone; thronus, con schienale e braccioli era riservato
alle statue degli dei. Completavano il quadro i tavolini
a tre gambe o ad una gamba sola con largo piedistallo.
Le tavole per l'esposizione del vasellame durante il banchetto
erano chiamate abaci, mentre le mensae venivano poste presso
il letto triclinare perché i commensali potessero appoggiarvi
le stoviglie: avevano una, tre o quattro gambe e il materiale
di fattura variava dal semplice legno al prezioso avorio.
Gli armadi; armaria, appoggiati a terra o appesi al muro,
avevano approssimativamente la forma dei nostri.
L'arca era bassa, di materiale pesante e ornata di
borchie di bronzo; conteneva il patrimonio liquido della casa.
Nelle case di lusso, il resto dell'arredamento era costituito
da tappeti, coperte, trapunte, cuscini e soprattutto da ogni sorta
di oggetti preziosi: vasellame d'oro e d'argento, statue e ninnoli
di ogni genere. La dimora di un senatore, ad esempio, era in sostanza
una serie di grandi stanze nude, in cui la ricchezza era
testimoniata dalla profusione delle stoffe e dei soprammobili rari,
ma dove mancava tutto quel genere di comodità con cui oggi noi
identifichiamo il benessere.
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