Della Domus Aurea oggi resta soprattutto il nucleo edilizio del
colle Oppio, formato da circa 150 ambienti, articolati attorno alla
sala a pianta ottagonale, vero e proprio fulcro di tutto il complesso,
esteso sulla fronte per una lunghezza di circa 400 metri.
Gli ambienti, costruiti in opera laterizia, sono per la maggior
parte coperti da volte a botte di altezza variabile tra i 10 e gli
11 metri. La planimetria di quanto si conserva
(vedi cartina allegata) permette di distinguere due settori: uno
occidentale, caratterizzato da un cortile-giardino a pianta
rettangolare, circondato da un portico di ordine ionico, lungo i
lati del quale si distribuiscono le sale che alcuni ritengono formare
il settore privato della residenza neroniana. A questo settore
appartengono alcuni degli ambienti più famosi: la Sala della volta
delle civette, cosÏ detta dai motivi decorativi della volta,
riprodotta nei disegni e nelle incisioni del Settecento; il Ninfeo
di Ulisse e Polifemo, che trae il suo nome dal soggetto a mosaico
riprodotto al centro della volta, conosciuto da altri ninfei di ville
imperiali, a Baia, a Castel Gandolfo e a Tivoli.
Assai più
articolato il settore orientale della domus, centrato sulla sala
a pianta ottagonale e sui due grandi cortili poligonali aperti ai
lati di questa. Nella quale alcuni, senza gran fondamento, hanno
voluto riconoscere il salone a pianta circolare, che ruotava
continuamente come la terra, ricordato da Svetonio. In questo
settore del Palazzo sono conservate la Sala della volta dorata,
con la sua sfarzosa decorazione a stucchi policromi; la Sala di
Achille a Sciro, dal soggetto del quadro centrale della volta, che
riprende il noto episodio omerico dell'eroe acheo nascosto da Teti
sull'isola di Sciro, tra le figlie del re Licomede, per sfuggire ai
pericoli della guerra di Troia; la Sala di Ettore e Andromaca, anche
questa ispirata dall'epos omerico, con la scena dell'addio di Ettore
alla moglie e al figlio Astianatte. La mancanza di porte, di latrine,
di ambienti di servizio e dei sistemi di riscaldamento
farebbero escludere il carattere residenziale del padiglione
del colle Oppio, riservato probabilmente solo allo svago e all'ozio
dell'imperatore e dei suoi ospiti, in una cornice ricca di bellezze
naturali e di opere d'arte.