IL RISCALDAMENTO E L'ACQUAIl riscaldamento,
soprattutto nelle insulae, è molto difettoso. Nei cenacula non è
possibile accendere dei fuochi, ma esiste un rudimentale sistema di
riscaldamento applicabile, però, solamente ai primi piani: esso è costituito da
uno o più fornelli (ipocausti), alimentati da legna o carbone di legna e
posti nella camera del calore (ipocausto), caratterizzata da piccole pile
di mattoni tra le quali circola il calore; questo sistema è applicabile solo ai
cenacula dei primi piani, poiché viene sistemato sotto il pavimento, o
nelle pareti. Le insulae non sono ben provviste d’acqua, contrariamente a
ciò che si pensa. I Romani h
anno costruito dei tubi per portare l’acqua in
città, ma ciò è solo un servizio pubblico, non destinato all’uso privato; infatti il numero di fontane, soprattutto a Roma,
è elevatissimo, così come il
numero degli acquedotti. Tuttavia in alcune case distribuite su un solo piano e
appartenenti a ricchi proprietari si trovano tracce di derivazioni private degli
acquedotti. Nelle insulae, invece, l’acqua arriva solo ai primi piani,
perciò chi vive nei cenacula ai piani più alti è costretto a prenderla
alle fontane; ciò complica la cure per la pulizia, destinando gli appartamenti
ad essere sempre sporchi.