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Diocleziano
Diocleziano 284 - 305Salona, Solin in Croazia, ca. 236/237Gaius Aurelius Valerius Diocletianus sposato con: Prisca Di
umile famiglia, percorse la sua carriera nelle file dell'esercito fino a divenire capo della
guardia di Caro e Numeriano, acquistando col prestigio personale, l'obbedienza, la stima e l'affetto dei
suoi soldati. Lo portarono alla ribalta le solite competizioni fra generali da cui ne uscì
vittorioso: alla morte di Numeriano fu proclamato
imperatore dai soldati il 20 novembre 284 a Calcedonia (Kadikšy in
Turchia). Affrontò nella Mesia il legittimo imperatore Carino e benché
battuto riuscì ad uccidere il rivale con una congiura. Resosi conto della
precaria e difficile situazione dell'Impero, alla metà del 285 nominò
cesare per le province occidentali il valido generale Massimiano per poi
elevarlo alla fine dello stesso anno al rango di augusto. Formalmente i
due avevano eguali poteri ma Diocleziano conservò una supremazia ufficiale negli
affari di Stato. I due si dedicarono subito ai problemi della sicurezza,
affrontarono infatti i barbari nelle Gallie per poi passare all'offensiva
sul Reno e Danubio ma scoppiò subito una violenta rivolta in Britannia
capeggiata da Carausio e come conseguenza si costituì uno stato autonomo
nella regione.
La tetrarchia D. si convinse allora che i problemi del governo potevano essere risolti affiancando ai due augusti due altri collaboratori di rango inferiore, cioè due cesari. Per l'Oriente, dove dominava D., fu scelto nella primavera del 293 Galerio con autorità nei Balcani, per l'Occidente di Massimiano fu invece prescelto Costanzo Cloro cui furono affidate Gallie e Britannia. Dopo vent'anni gli augusti avrebbero ceduto il potere ai cesari, che a loro volta divenuti augusti avrebbero nominato due altri loro cesari. Ognuno scelse la sede più adatta alle sue necessità e si ebbero così quattro sedi di governo: Diocleziano a Nicomedia (Izmit, Turchia), Galerio a Sirmio (Sremska Mitrovica, Voivodina) Massimiano a Milano e Costanzo Cloro a Treviri (Trier, Germania).
D. nel 294 intervenne in Egitto dove era scoppiata una
gravissima rivolta che portò all'usurpazione di Achilleo che, nominatosi
imperatore con il nome di Lucio Domizio Domiziano, venne comunque
sconfitto e ucciso dopo alcuni mesi. Intanto i Persiani del re Narsete
attaccarono i territori romani invadendo Armenia e Osroene, Galerio
anziché attendere l'arrivo di D. li attaccò ma fu battuto a Niceforio nel
297. D. piombò allora in Mesopotamia e Galerio riuscì ad infliggere una
pesante sconfitta a Narsete costringendolo a chiedere nel 298 la pace,
l'eco della grande vittoria risollevò il prestigio di Roma in Oriente ed
ebbe come importante conseguenza commerciale la fine dei dazi doganali
persiani sulle merci in transito e il convergere di tutti gli scambi della
zona nella città di Nisibis controllata dai Romani. Per arginare il fenomeno dello spopolamento dei campi, decretò che i figli degli agricoltori dovessero esercitare la medesima attività dei padri; l'obbligo fu poi esteso anche ai figli degli artigiani. L'ereditarietà dei mestieri portò ad una condizione di asservimento alle corporazioni:
Con un editto, nel 301, tentò di frenare la corsa al rialzo dei prezzi
stabilendo i prezzi massimi delle più importanti merci.
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