Circo Massimo

Si tratta del più grande edificio per spettacoli mai costruito,
All’origine, le dimensioni dell’arena erano di 370 m di lunghezza e 83 m di larghezza, poi (nel IV secolo) arrivò a misurare 600 metri di lunghezza e 140 metri di larghezza, con una capienza che poteva arrivare fino a 150.000 persone e forse più.


Il circo venne fondato, secondo la tradizione, dal re Tarquinio Prisco, costruzione avvenuta dopo la bonifica delle paludi della Valle Murcia; in più, sempre secondo la tradizione, il luogo, tra il Palatino e l'Aventino, sarebbe lo stesso dove avvenne il ratto delle Sabine e dove si venerava, con un altare sotterraneo, il dio Consus (dio al quale era affidata la protezione dei raccolti).

Oggi, nell'area completamente libera (a parte la piccola porzione scavata in uno dei due punti estremi del circo, quello che si trova dal lato di Piazza di Porta Capena) si può comprendere l’antica struttura dell'impianto tramite i rilievi erbosi e il piano in terra (posto molto al di sopra di quello dell'originaria arena) sul quale il lungo rialzo di terra indica la posizione della spina, il muro attorno al quale correvano le quadrighe.
A ciascuna estremità della spina si trovavano tre cippi conici, le metae, attorno alle quali giravano le aurighe.
I gradini per gli spettatori erano disposti tutto attorno.

Nel 329 a.C., a una delle due estremità dell’arena, furono costruiti dodici box per la partenza dei carri, le carceres, e sopra di esse una tribuna per il magistrato responsabile dello spettacolo.

Per alcuni secoli le strutture del circo rimasero in legno. Sull’estremità curva c’era una porta, sostituita da un arco triomfale sotto il consolato Stertinius nel 196 a.C.

Le prime opere in muratura vennero avviate dopo il II secolo a.C. quando, nel 174, furono costruiti delle strutture (carceres) da dove partivano i carri da corsa, sul lato corto occidentale, e furono collocate sulla spina le sette uova di pietra che servivano al conteggio dei giri.








La cavea era costituita da file di gradini sostenuti da tre livelli di archi. I gradini in muratura sostituirono progressivamente i sedili in legno. La capacità primitiva risultò aumentata dagli ampliamenti, resisi necessari per il grande successo riportato dalle corse.

L’assetto definitivo del circo lo si ebbe nel 46 a.C., per l’intervento di Cesare, mentre, nel 33 a.C., Agrippa, aggiunse sette delfini di bronzo aventi la stessa funzione delle uova.

Sotto Augusto furono cotruite le gradinate in pietra; e sempre Augusto fece costruire, dalla parte del Palatino, dove c’era una porta, il Pulvinar, il cosiddetto "palco imperiale", insieme con un'edicola dedicata al culto delle divinità che presiedevano agli spettacoli, e fece innalzare sulla spina l'obelisco di Ramsete II, alto 23,70 metri, proveniente dalla città egiziana di Heliopolis (questo obelisco è oggi visibile a Piazza del Popolo, portato lì e innalzato nel 1589).

Il circo venne restaurato da Caligola e da Claudio dopo un incendio nel 36 d.C. con la ricostruzione in marmo dei carceres e in bronzo dorato delle metae (specie di coni posti alle estremità della spina), ma in seguito venne completamente distrutto dal grande incendio neroniano del 64 d.C. che ebbe origine proprio sotto i fornici e negli ambienti del suo lato curvo.

Il circo venne in seguito parzialmente ricostruito da Nerone; quindi fu arricchito al centro del lato curvo con un arco a tre fornici in onore di Tito; nuovamente bruciato sotto Domiziano, venne completamente ricostruito da Traiano al principio del II secolo d.C.; fu ampliato da Caracalla (211-217) e Aureliano (270-275) lo consacrò al Dio sole costruendovi un tempio a metà. Il circo fu poi restaurato da Costantino.

Costanzo II, nel 357, fece portare l’obelisco di Thutmosis III, il più alto di tutti quelli esistenti (alto ben 32,50 metri), proveniente da Tebe (oggi visibile nella piazza di San Giovanni in Laterano, dove venne portato e lì alzato nel 1588 per ordine di Sisto V).
A metà del IV secolo la pista era arrivata a misurare 621 m per 118 m, e le gradinate tutt’attorno avevano una capienza massima di 150.000 spettatori, ma c’è chi dice che arrivasse a 250.000.

Il circo rimase in funzione al tempo di Teodorico e nel 549 furono svolte le ultime gare per ordine di Totila, il re dei Goti.

Quindi fu abbandonato e il riutilizzo dei suoi materiali contribuì allo smantellamento della struttura..

Oggi gli unici avanzi visibili del circo sono quelli del lato curvo (posti a una notevole profondità che fa comprendere a quale livello potesse essere il Circo Massimo), a fianco della piccola torre medievale detta della Moletta appartenente ai Frangipane, situata tra via dei Cerchi e piazza di Porta Capena; sono visibili fornici, scale per i piani superiori e sostruzioni delle gradinate in laterizi, tutto databile alla ricostruzione avvenuta sotto Traiano.


Il circo nel plastico di Paul Bigot