L’Ara Pacis Augustea,
cioè l’Altare della pace di Augusto, fu eretta per ordine del Senato nel 13 a.C. e
consacrata/inaugurata nel 9 a.C., presso il Campo Marzio, sulla via Flaminia (attuale Via Corso),
per celebrare la pace stabilita
dall’imperatore Augusto dopo le campagne in Spagna e in Gallia.
Completamente in marmo, è arricchita di sculture che rappresentano la cerimonia di consacrazione dell’imperatore con i suoi familiari. L’altare era costituito da un podio rettangolare (11,65m x 10,625 m), che
faceva da supporto all’altare propriamente detto, circondato da un recinto,
quest’ultimo decorato da motivi floreali nella parte inferiore e da figure
umane nella parte superiore.
La decorazione esterna (come quella interna) si compone di due registri. Il podio è ornato ai quattro
lati da foglie d’acanto intrecciate (en rinceaux).
Ciascun angolo esterno è costituito da un pilastro di marmo a capitello corinzio.
L’Ara Pacis aveva due ingressi, larghi 3,60 m, situati sui lati lunghi. Si accedeva all’interno per una scala. Quindi si giungeva all’altare propriamente grazie a tre gradini disposti sui quattro lati. Uno dei lati possedeva cinque gradini supplementari per facilitare all’officiante l’accesso al tavolo d’altare. L’edificio era ornato riccamente all’interno come all’esterno, da bassorilievi.
Fu a seguito degli scavi avvenuti tra il 1859 (ma specialmente dal 1903) e il 1938 che furono ritrovati numerosi elementi delle strutture dell’altare e dei bei frammenti dei pannelli scultorei del monumento. L’altare, integrato delle parti mancanti conservate in vari musei italiani e stranieri, fu dunque riportato alla struttura originaria ma non ricollocato nella posizione originaria, bensì in posizione isolata sul Lungotevere. L’Ara Pacis ci offre l’espressione più alta dell’arte augustèa, ben corrispondente all’ordine politico e sociale stabilito dall’Imperatore. L’Ara Pacis nel suo recinto monumentale era strettamente legata all’Horologium Augusti. Sembra che l’altare e l’obelisco fossero disposti in maniera tale che l’ombra dello gnomone cadeva esattamente sull’asse delel due aperture dell’altare il giorno della nascita dell’imperatore, all’equinozio d’autunno: l’ordine cosmico si sottometteva così al destino del Principe.
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